La nascita di un libro,

la storia di un progetto

 

 

Questa storia si dipana lungo due fili, ciascuno autonomo e indipendente a sé, che a un certo punto si incontrano, due percorsi che si incrociano e danno luogo a questo libro. Tutto sembra far parte di un progetto voluto dall’Altra Dimensione per manifestarsi e richiamare la nostra attenzione su di sé e sulla propria esistenza; e per far conoscere in quella nostra, nel nostro mondo, alcune verità e alcuni insegnamenti sulla realtà, che non è solo quella materiale che conosciamo e viviamo sulla terra ma che prosegue e si estende anche dopo che questa è cessata.

I due fili e i due percorsi (di vita) distinti e che, fino al punto in cui si sono incrociati, procedevano ognuno per conto proprio, sono uno la famiglia di Manuele e l’altro chi scrive queste note, il curatore di questo libro. Il punto voluto per il loro incontro è un noto centro di studi di Roma, “Il Convivio”.

 

La “famiglia di Manuele” è una normale famiglia - due genitori, Romano e Gigliola, e due figli, Manuele e Gabriele - che ha sempre condotto la sua vita tranquilla, una come tante altre, finché la tragedia inaspettata e terribile le è piombata addosso: Manuele muore in un incidente di motocicletta. Come si leggerà in questo libro, egli poi è “ricomparso” e i contatti sono ripresi attraverso una straordinaria messaggistica - che è l’argomento che presentato in questo libro – inviata prima per il tramite di vari sensitivi contattati dalla madre Gigliola e da Brigitte, che era stata la sua fidanzata nell’ultimo periodo della sua vita, e poi direttamente attraverso la medianità delle due donne, che nel frattempo si era aperta.

 

 

 

Lo scrivente estensore di questo libro è, da tantissimi anni,uno studioso e un ricercatore in tema di fenomeni paranormali e di manifestazioni della sopravvivenza. Mi sono occupato dunque attivamente di quei casi - oggi sempre più numerosi ma forse solo perché ad essi si presta più attenzione – in cui una persona, trapassata nell’altro mondo e ad un’altra vita, manda da questa segnali, manifestazioni e messaggi di sé, attraverso degli specifici fenomeni paranormali; e mostra così di non essere “morto” e invece di esistere ancora.

 

 

 

“Il Convivio” è un centro che si occupa, appunto, di questi fenomeni e di queste manifestazioni, dove si parla e si discute di questi argomenti. Vi partecipano, tra gli altri, persone che hanno subito una di queste vicende umane di dolore per la perdita di una persona cara e di recupero poi di un certo dolce rasserenamento per i segnali che questa manda, significando così di esserci ancora e di starci vicino. Queste persone raccontano la propria esperienza, avviene il confronto con quelle analoghe di altri, quindi, con la presenza degli studiosi e degli esperti, si fa il successivo esame e la discussione di questi segnali e del loro significato.

 

 

 

Nulla di strano e di eccezionale, dunque, che delle persone (nel nostro caso, Gigliola e Brigitte) che avevano sofferto un dramma del genere e che poi sono state testimoni di questo tipo di fenomeni e manifestazioni straordinarie da parte di un proprio caro perduto, Manuele, si recassero al Convivio per parlarne, per sentire e sapere di casi simili al loro e per fare chiarezza al riguardo e sulle proprie idee. E altrettanto nulla di strano e di eccezionale se queste persone incontrano al Convivio uno studioso di queste materie. Anzi, nulla di più ovvio.
Invece, nel nostro caso, le particolari modalità dell’incrociarsi dei due “fili” e delle due strade di cui abbiamo detto rendono particolare e non casuale un tale incontro e fanno pensare a un “piano”, a uno scopo preciso, predisposto “altrove”, acché esso avvenisse. Ed ecco come e quanto è accaduto.

Chi scrive, per i suoi molti impegni, frequenta solo sporadicamente il Convivio, le cui riunioni si tengono settimanalmente il martedì; e quell’anno, era la primavera del 2003, da molto tempo, forse dallo stesso inizio dell’anno, vi mancavo, finché una volta ho deciso di andarci perché dovevo incontrarvi una certa persona.
A loro volta, Gigliola e Brigitte erano state invitate al Convivio per tenere una conversazione sulla loro esperienza e sui messaggi inviati da Manuele; sennonché, pur essendo stata fissata di comune accordo la data del loro intervento, per ben due volte esse avevano dovuto disdire l’incontro, essendo insorti per esse degli impegni del tutto inaspettati ed urgenti. Per cui, alla fine, questa riunione, in cui dovevano raccontare di Manuele e dei suoi messaggi, si è tenuta proprio nel giorno in cui il sottoscritto, dopo tanto tempo, ero anch’io, a mia volta, inaspettatamente presente al Convivio.

Vi è stato così “l’incontro” e la reciproca conoscenza tra me e le due donne. Il filo misterioso si dipanava e il predisposto incrociarsi delle due strade (e dei due fili) si attuava.
L’esperienza di Gigliola e di Brigitte, paradigmatica di casi del genere, si mostrava per me di estremo interesse di studio, per cui successivamente ho contattato di nuovo le due donne per approfondire il loro “caso” e le manifestazioni. E così i due fili, che si erano incrociati, hanno proseguito insieme. Tutto in questa strana combinazione di come si sono svolte le cose fa dunque pensare che alla sua base c’era un progetto, quello della stesura e della pubblicazione di questo libro, formulato “altrove”; perché niente di tutto questo - né l’incontro iniziale, né la prosecuzione di essi e le sedute seguitene, né l’idea di scrivere un libro su queste manifestazioni, era assolutamente nelle intenzioni e nei programmi degli interessati.

Un progetto, dunque? Sembra proprio di sì. E infatti il 28 giugno 2003, pochi giorni dopo il nostro incontro al Convivio, Brigitte ha ricevuto da Manuele per scrittura automatica un messaggio nel quale si parla per la prima volta di questo libro e si dice proprio che si tratta di un loro progetto, che le due donne sono invitate a portare avanti:

   

Marc Chagall   "la nascita"

Marc Chagall   "il violinista"

Marc Chagall   "gli apostoli Marco e Matteo"

 

Marc Chagall   "il mito di Orfeo"

Marc Chagall   "il concerto"

 

Marc Chagall   "le tre candele"

 

 

Sono Manuele,

voglio parlare dei miei progetti, più avanti voglio che sia pubblicato un libro che possa raccontare tutta questa incredibile storia, dico così, perché a voi umani sembra incredibile ma è così.

Mi piace l’idea che venga fatto bene e voi dovete avere le indicazioni giuste e i consigli da persone che se ne intendono. Voglio che Masi, il signor Felice Masi, scriva su di me, su di noi, su questa meravigliosa grazia data dal Signore, ma io ancora non ho avuto tutti i consigli necessari che mi servono per potervi dare il via ed è per questo che non vi ho detto di cosa trattava il progetto che avevo in mente, ma sarò felice di ottenere tutto questo. Voglio che vengano pubblicate le poesie, ma devo lavorare duro, è per questo che mi concentro a scriverle, perché devo allenarmi per poter esprimere le sensazioni che provo e i paesaggi che posso creare solo desiderandolo. Devo disegnare e devo scrivere molto e tu Bri devi aiutarmi, io ti chiedo questo perché voglio che sia un lavoro vero, ogni giorno per pochi minuti posso scrivere qualcosa, sarò io dopo a dirvi quale deve essere pubblicata, devo rileggere e decidere, ricorda che io decido quando fare i disegni, ma devi tenerti pronta, così che la tua mente venga incontro alla mia per far venire fuori cose vere e vere ancora.

 

 

Marc Chagall   "l'occhio verde"

 

 

 

Passa l’estate, durante la quale usualmente tutto si ferma e gli impegni rallentano, è il periodo di riposo e delle vacanze, ogni cosa è rinviata all’autunno; e anche l’idea e la bozza del libro, appena iniziate, si erano arrestate. Ma ecco che alla ripresa autunnale – quasi che anche “lassù” si sapesse di questo periodo di umano letargo - il 28 ottobre 2003, Manuele riprende il discorso sul progetto del libro e questa volta scrive direttamente a me, per il tramite della scrittura medianica di Gigliola:

 

 

 

 

 

Caro Felice, desidero che questo libro contenga tutti i messaggi più importanti che io ho scritto da quando sono venuto nella casa del Signore. Questo libro deve essere di aiuto a molte persone che hanno subito dei lutti e quindi deve essere completo, per far capire che quando ero un ragazzo e vivevo sulla terra, non ero certo uno stinco di santo ma ero un ragazzo con tanti problemi di esistenza, perché malgrado fossi stato amato e viziato dai miei genitori, ho commesso anche molti errori che hanno pesato sulla mia anima ma il Signore mi ha accolto tra le sue braccia con tutto il Suo amore. Io vorrei che si facesse una premessa in cui si spiega tutto questo, non voglio apparire come un ragazzo che meritava tutto ciò che ho avuto, anzi io dovevo scontare alcuni peccati che potevano creare problemi per la mia permanenza in cielo, ma la Madonna mi ha perdonato tutto ciò perché ho capito subito dove mi trovavo ed ho chiesto perdono con tutto me stesso e Lei è stata caritatevole e mi ha sollevato tra le Sue braccia e mi ha detto: “Caro figlio mio, io sono la Santa Vergine e ti perdono tutti i tuoi peccati, perché tu sei veramente pentito e tua madre ha pregato tanto per te”.

Caro Masi, ho raccontato questo perché desidero che lei sappia e faccia comprendere a chi leggerà che, se ci si pente con il cuore, si è perdonati; quindi, bisogna fare un esame di coscienza e capire dove stiamo sbagliando, perché, quando giunge la nostra ora, dobbiamo rispondere di come abbiamo vissuto.

Io ero molto pieno di me stesso, ero consapevole di essere un ragazzo pieno di carisma e lo usavo spesso per ottenere ciò che volevo, forse senza preoccuparmi troppo dei sentimenti degli altri. Ero un ragazzo dall’aspetto accattivante, la natura era stata generosa con me, quindi mi era facile conquistare le donne, e ne ho avute veramente tante. Quando ho incontrato Brigitte vi è stata per me come una illuminazione, ho cominciato a  comprendere i miei errori e la mia vita stava cambiando in meglio (nota 1). Si è risvegliato ciò che era dentro di me ma non veniva alla luce e ho capito quali erano i sentimenti puri.

Caro Felice, la prego di scrivere tutto questo, è importante per comprendere la mia evoluzione, prima in terra e poi in cielo.

L’incontro con Brigitte era stato previsto, e il Signore ha messo lei sulla mia strada per prepararmi ad un futuro incontro con Lui ed io ho cominciato (nota 2) a conoscere i veri valori della vita e ho sentito che dentro il mio animo qualcosa stava cambiando e mi sentivo in colpa verso coloro che avevo ferito con la parola e con gli atteggiamenti.

Volevo fare grandi cose nella vita ma non mi rendevo conto di quanto poco contassero le cose materiali. Con Brigitte ho aperto gli occhi ed ho cominciato a riflettere sulla mia esistenza e mi sono visto in modo negativo. Tutto quello che avevo fatto fino ad allora, serviva solo per appagare il mio corpo ma non certo la mia anima, che restava chiusa in un posto inaccessibile per me. Poi tutto è stato diverso ed è cominciata la mia vera esistenza, che è durata molto poco, secondo i vostri canoni del tempo, ma per me è stata come una eternità. Lei mi ha fatto scoprire l‘amore nella sua vera essenza, mi ha fatto scoprire l’amore per ciò che guardavo e non vedevo, lei mi ha dato l’amore incondizionato senza secondi scopi. La nostra è stata la fusione di due anime oltre che di due corpi e ho scoperto l’esaltazione dei sensi e dello spirito. Lei è stata la mia luce in una  esistenza ancora buia, fatta solo di sensazioni che non venivano allo scoperto.

Caro Masi, la prego di mettere tutto questo nel libro che ha gentilmente concesso di scrivere, io cercherò di illuminarla nella mente. La prego di parlare anche di Mel, la mia grande Guida, e di Gero (nota 3), che mi ha aiutato a comunicare. Questo libro deve essere di aiuto a chi soffre e deve essere corredato di ogni particolare. Desidero che vengano inserite tutte le mie poesie.

Io ne scriverò altre e lei, caro Felice, deve farne un libro allegato al primo, con l’intestazione “Manuele, Angelo poeta” (nota 4). La ringrazio, lei è stato scelto per condurre a termine un’opera del Signore, si fidi, di questo sarà ripagato con tanto amore da parte di tutti noi.

                                                               Manuele 

 

Infine, il 10 novembre successivo è lo stesso Mel, la Guida di Manuele5 nota[1], che, a sua volta, con un messaggio ricevuto da Gigliola e rivolto anch’esso a me che torna sul discorso di questo libro da scrivere, dà istruzioni su come va fatto e ne spiega il significato e le finalità:

 

 

Caro Masi, sono Mel, una Guida di nostro Signore. Vorrei darle alcuni suggerimenti per il libro che dovrà essere scritto.

Prima di tutto, credo che lei dovrebbe leggere tutti i messaggi di Manuele, compresi quelli che sono stati scritti dalle medium, prima che Gigliola e Brigitte iniziassero a scrivere (nota 6).

È importante che lei sappia come Manuele è arrivato qui in cielo. Lui era un ragazzo come tanti altri nel suo modo di essere (nota 7) e dava poco spazio alle cose spirituali. Quando è giunto qui era ancora così e, con il suo carattere molto deciso, voleva soltanto comunicare con sua madre e farlo subito, senza rendersi conto che ci sono tempi necessari per arrivare a comunicare con voi esseri umani. Lui voleva dire che era venuto qui e voleva aiutare sua mamma che era disperata e questo lo ha portato a commettere imprudenze e per questo il Signore ha chiamato me affinché lo seguissi e gli insegnassi come doveva comportarsi (nota 8).

Caro Masi, mi creda non è stato facile cercare di tenerlo a freno, ho dovuto usare tutto il mio amore per convincerlo a cercare di avvicinarsi prima di tutto a nostro Signore per chiedere il miracolo di poter comunicare, che sarebbe arrivato per opera divina.

Le dico tutto questo, caro Felice, per farle capire che lui era molto diverso da come è ora, ed io, modestamente, ho contribuito con i miei consigli affinché lui comprendesse come doveva agire e affinché lui frenasse i suoi impulsi. E’ importante che lei dica questo perché chi leggerà il libro deve sapere come si comprende e come ci si comporta qui; e come si riesce a percepire che la bontà divina è una forza che va conquistata.

La ringrazio per la collaborazione, tutto andrà bene se lei seguirà un certo ordine che è necessario per mettere a fuoco l’accaduto, l’importante è che tutto sia chiaro per chi leggerà questo libro che sarà di aiuto a tutti coloro che hanno subito lutti e non si danno pace.

Caro amico, la saluto e la ringrazio, lei è stato scelto per portare a termine un’opera che il Signore desidera far conoscere agli esseri umani,deve essere orgoglioso di questo. Si affidi a noi e noi l’aiuteremo ogni volta che sarà necessario. Caro Felice, buon lavoro, Dio è con lei.       Mel                                                                                                                                                                   

 

Marc Chagall   "solitudine"

 

Effettivamente c’era un progetto, dunque. Lo spostamento delle date della conferenza di Gigliola e Brigitte al Convivio, le “urgenze” ad esse sopravvenute e che avevano determinato questi spostamenti, la decisione di chi scrive di andare al Convivio proprio quel giorno, nulla è stato casuale, tutto era stato coordinato, in vista dell’incrocio delle due strade, del nostro incontro e della scrittura di questo libro. Dal punto di vista della psicologia junghiana possiamo considerarle delle “sincronicità”, è stato cioè uno di quegli accadimenti che avvengono insieme e contemporaneamente in quanto legati tra loro da un legame non causale ma di reciproca significatività.

In quell’ottobre del 2003, dunque, con il “viatico” di queste parole contenute in queste lettere portatemi da Gigliola e Brigitte, non potevo che confermarmi nell’idea di accettare e portare avanti il lavoro di questo libro. Che poi si è trasfuso un questo sito

   NOTE

[1] Come vedremo dal racconto dell’ultimo periodo della vita di Manuele, riportato qui di seguito, questo cambiamento dei suoi interessi esistenziali e dei suoi modi di pensare è attestato anche dai suoi familiari e dai suoi amici e (n.d.C.)
[2] Dunque la vita dell’anima può non coincidere pienamente con la vita del corpo. La “nuova vita”, la vita spirituale di Manuele è iniziata non al momento del trapasso ma già prima, nell’ultimo periodo della sua vita terrena, cioè quando era ancora in vita, con tutti i nuovi pensieri, il nuovo modo di considerare i valori e la trasformazione interiore intervenuti in lui quando “si avvicinava il momento”. L’incontro con Brigitte, che ha suscitato in Manuele questo “nuovo corso”, faceva parte, come catalizzatore (e come evento sincronicistico) del percorso da fare, della sua via di individuazione (n.d.C.)
[3] Un altro spirito guida dell’aldilà, di grado elevato, preposto alle comunicazioni dell’Altra Dimensione con la terra, che si è presentato più volte nei messaggi di Manuele e nelle trance di Brigitte (n.d.C.)
[4] infatti, in questo sito, le poesie di Manuele vengono riportate a parte, in una apposita Sezione (n.d.C)

[5] Come si leggerà meglio nelle pagine seguenti, Mel è l’Angelo guida inviato a Manuele dopo il suo trapasso per istruirlo e avviarlo nel mondo della Luce (n.d.C.)

[6] Si riferisce alle altre sensitive, contattate all’inizio da Gigliola e Brigitte, prima che esse stesse avessero il dono della medianità scrivente (n.d.C.)
[7] Infatti, il modo di essere di Manuele durante la sua vita, come quello della maggior parte dei ragazzi, era soprattutto rivolto a se stesso e alle cose che il mondo gli offriva e che lui offriva anche agli altri. Si è visto come poi, negli ultimi tempi, l’anima è affiorata e sono venute le “domande” e una riflessione più profonda  In realtà, Manuele era molto estroverso e generoso, così tutti lo conoscevano e lo hanno descritto. Quindi Mel qui intende dire che l’attenzione  e preoccupazione di Manuele, in quel primo momento, più che alle cose del cielo erano rivolte a comunicare ai suoi e a rassicurarli che lui era sempre vivo e che, dunque, che non dovevano soffrire troppo per quello che era successo (n.d.C.)
[8] Tutto questo viene raccontato mirabilmente dallo stesso Manuele e da Mel nei capitoli in cui racconta dell’arrivo e dei primi momenti in cielo di Manuele; si fa quindi rinvio ad essi




 

 

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