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Sussurrerò al tuo orecchio di
sentire la mia voce io dirò questo, da questa distanza sarà e
fino dove si trova il mio desiderio arriverà. Tatto, sfiorar il
tuo pensiero che lusinghiero vola in mezzo al cielo afferra
il messaggio e torna a far diventare luce l’ombra e rimarrà
impressa l’emozione e questo ricordo resterà illuminazione.
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Questa poesia con queste delicate
espressioni è rivolta da Manuele a sua madre ma le è stata inviata
attraverso Brigitte, perché era un periodo in cui Gigliola non
riusciva più a ricevere i messaggi dal figlio per scrittura
automatica. Le sue parole vogliono pertanto riferirsi, in modo
diretto, proprio al quel particolare momento sofferto da Gigliola,
quando improvvisamente, ma per fortuna transitoriamente, le era
sopravvenuta l'impossibilità di sentirlo ancora e di poter
continuare a parlare con lui, dopo che così fortunosamente e quasi
miracolosamente, lo aveva ritrovato.
Ma, più in
generale, Manuele nei messaggi che invia ai suoi familiari, mostra
sempre grande amore verso di loro e si rivolge ad essi con grande
affetto; ma nello stesso tempo, vista la loro sofferenza, il senso
di vuoto e l’angoscia in cui si trovavano per la sua perdita,
soprattutto dà mostra della sua sollecitudine verso di loro,
per sollevarli da quello stato di prostrazione e per rassicurarli:
non devono pensare che tutto sia finito, lui c’è sempre, è sempre
vivo e sta a loro vicino, come prima, anche se in altra forma e in
modo diverso; altrettanto, dice, il colloquio tra loro c’è di nuovo
e devono esserne certi che lui farà sentire la sua voce ed è in
ascolto dei pensieri che loro gli
inviano. |
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La poesia può dunque essere anche
generalizzata in questo senso, al di là dell’occasione specifica in
cui è stata inviata; e noi vogliamo. perciò generalizzarne questo
insegnamento di sollecitudine verso chi si ama e riferirla a
tutti i messaggi in cui Manuele parla dell’amore e invia le sue
lettere di amore. La poesia nasce dunque da questo sentimento; e
così Manuele, che ne è mosso e lo mette in risalto, parla, sì, alla
sua mamma ma quello che dice, le parole che usa, hanno un valore
oggettivo e valgono per tutti. Quanta dolcezza, quanta
delicatezza, quanta sollecitudine c’è in quelle sue parole
“sussurrerò al tuo orecchio di sentire la mia voce”. Manuele
invia i suoi pensieri, i suoi messaggi di amore, di tenerezza da
quella “distanza” dove ora egli si trova.– distanza e non
lontananza, perché lui non è lontano, è vicino, vicinissimo, c’è
solo una separazione sensoriale, una distanza che non è separazione.
Ma teme che la mamma non non riesca a sentire le sue parole e allora
si rivolge direttamente “all’orecchio” della mamma (alla sua
anima, al suo “cuore” che è l’organo di ascolto spirituale; alle sue
capacità medianiche ed extrasensoriali; ma quanto è più brutta
questa espressione!), manda adesso una preghiera
("sussurrerò") di riceverle e udirle..
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Accompagnate e rese forti da questa raccomandazione (dice
ancora Manuele), da questo dolce sussurro - non occorre gridare, lui
non sta lontano, è proprio lì, vicino a loro; l’unica cosa è “saper
udire” - le parole potranno giungere là dove “si trova il
mio desiderio”, potranno arrivare fino ai suoi cari, che ama
tanto e con i quali vuole parlare, perché è questo il suo
desiderio. |
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Manuele
si rivolge poi anche a se stesso - alla propria anima, al proprio
cuore - e dice che anche lui saprà ascoltare i pensieri di sua madre
per portarle la sua risposta, quella risposta che ha già chiesto
all’orecchio della mamma di udire. Ma facciamo un confronto! Se
queste sono le nostre prosaiche – necessariamente prosaiche - parole
di spiegazione, tutto invece è dolcissimo e lieve nella poesia di
Manuele. Come era poetico e delicato il discorso rivolto all’
“orecchio” della mamma, altrettanto piena di delicatezza è la
rappresentazione che lui fa della sua anima, che sfiora, come se
fosse un tocco leggerissimo del tatto, e tocca il pensiero di sua
madre - che vaga per il cielo, volto in alto, alla sua ricerca, per
trovarlo, dove sei? ci sei ancora, ci sei sempre? Lo tocca e subito
lo afferra quel pensiero, ne prende il messaggio e poi torna giù
sulla terra con la sua risposta.
E così, con questa risposta, con
questo riudire il figlio, torna la luce là dove ora c’è l’ombra e si
imprime e si suggella nel cuore di sua madre (e dei suoi familiari,
il senso della poesia va anche allargato) quella grande emozione,
che viene dal capire che Manuele è ancora vivo. Il ricordo di lui da
tristezza che era diventa una illuminazione e una luce salvifica,
perché ora la madre ha compreso, da questo sfiorarsi dei
pensieri, che Manuele c’è ancora e vuole
aiutarla. |
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Gustav Klimt
"L'attesa" |
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Se
facciamo un confronto di linguaggio, la “capacità dell’anima e del
cuore” di sentire il pensiero dell’altro – il pensiero di sua mamma,
da parte di Manuele e il pensiero di risposta di Manuele, da parte
della mamma, nel nostro caso – è quella che noi studiosi
parapsicologi chiamiamo “percezione E.S.P”, percezione
extrasensoriale. e che viene spiegata come una interazione PSI fra
due soggetti che si trovano su una stessa lunghezza d’onda di
pensiero emozionale che, essendo così in sintonia, possono
comunicare tra loro. Ma vedete come è arido e freddo il linguaggio
dello studioso e come, a raffronto, sono straordinari i versi di
Manuele, che parlano, a proposito di questa capacità, di
“sussurrare”, di ”tatto”, di “sfiorarsi di
pensieri”. Come sono altamente espressivi ma anche semplici le
parole di Manuele quando indicano il modo in cui avviene questa
“interazione PSI”, come un dolce sfiorarsi di pensieri e di emozioni
che, così toccandosi, si fondono, si sentono.
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Manuele ha inviato a sua madre, nel
periodo in cui essa non poteva scrivere, anche questa lettera,
sempre per il tramite di Brigitte; era l’unico modo in cui poteva
comunicare con lei. La riportiamo qui sempre per il motivo che
mostra come il prendersi cura della persona che si ama, fare propri
i suoi problemi e aiutarla nel risolverli, starle vicino e
rassicurala nel dolore e nei timori, questo è il contenuto e la vera
espressione dell’amore. Nella lettera Manuele mostra tutta la
propria trepidazione verso sua madre e la sua preoccupata
partecipazione agli stati d’animo agitati che lei in quel periodo
attraversava per il fatto di non poterlo sentire. In tale
frangente, Manuele la rassicura e l’aiuta con consigli e
informazioni, mostrando di starle vicino con tutto il suo caldo
affetto. |
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Di luce è il nostro spirito. Ciao,
sono io, Manuele, devi avere equilibrio mamma, ti verranno date
le risposte. Ho bisogno della tua tranquillità, ti sento dentro,
puoi avere i tuoi pensieri e nulla ti accadrà se a te sarà concesso
di sentire la verità. Pace nella mente io cerco di darti mamma, devi
cercare di sentirmi, voglio il tuo trionfo. Devi dirmi quello che
credi, io già so come fare per chiarirti, devi darmi il tempo; non
sarà subito, ma sarà, devi avere tanta fede, tutto arriva al punto
giusto, è interiore la saggezza. Fra cielo e terra funziona e
tutto è chiaro dentro di noi e tu sai benissimo che il potere
dell’amore è un arco di luce in mezzo a un grande buio. Mamma, non
pensare che stai vivendo un’ingiustizia, perché qui tutto è vero, è
così vero! Oggi sentirai il mio calore tanto forte, questa sera,
percepirai me stesso, ti ripeto, ti aiuterò, non disperarti ma devi
fare uno sforzo per rasserenarti. Mi costa tanto pulire la tua
mente; io tornerò, ti darò prove ma il mio essere deve ottenere
energia celeste. Quando dico ‘pulire’ parlo della negatività, lascia
la mente a te, senti il mio amore di figlio e la Vergine che ci ama
e ti aiuta perché anche Lei è tua madre, parla con Lei che
infinitamente ama. Ti aiuterò mamma, nella tua mente entrerà amore e
il mio aiuto. In preghiera cercate di lodare il Signore, è il modo
migliore per essere certi di me. Pregherò il Signore per tutti voi,
non sapete quanto vi amo. |
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Caspar D.
Friedrich "Sguardo sull'infinito |
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Anche questa lettera, parla da sola e
non necessita di particolari commenti, vogliamo solo richiamare
l’attenzione su alcuni concetti in essa contenuti e che ci sembrano
molto importanti. “Devi avere equilibrio, ti verranno le
risposte”; l’agitazione dell’animo non facilita, anzi ostacola
la comunicazione. “Pace nella mente io cerco
di darti”; quanta dolce rassicurazione in
queste parole! “Devi darmi tempo”. “Devi avere tanta fede,
tutto arriva al punto giusto”. “Fra cielo e terra
funziona” cioè, queste comunicazioni, questi contatti esistono,
devi crederci, anche se in questo periodo di silenzio può sembrare
che non sia così “Il potere dell’amore è un arco di luce in mezzo
al grande buio”. “Qui è tutto vero”. “Mi costa tanto
pulire la tua mente” (sempre a motivo di quella sua agitazione).
“Il mio essere deve ottenere energia celeste”. “Lascia la
mente a te, senti il mio amore” è la mente che disturba la
comunicazione vera, intromettendosi e sovrapponendosi con i suoi
dubbi e i suoi timori. C’è tanto “insegnamento” in queste parole,
perciò riportiamo qui questo messaggio. E ancora: “La Vergine
ci ama, anche Lei è tua madre”. “In preghiera lodate il
Signore, è il modo migliore per essere certi di me”.
“Pregherò il Signore per tutti voi”. Anche qui c’è tanto
insegnamento, tanto prendersi cura. Il vero amore è questo.
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| In un’altra lettera, inviata sempre in
quel periodo e sempre per il tramite di Brigitte, così ancora le
dice: |
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Mamma
deve fare le cose con calma, deve decidere da sola, non deve pensare
che è una ingiustizia
(nota 1) perché non lo è affatto. E’ stanca, non sa che questa è una
conseguenza, deve concentrarsi ed essere se stessa, altrimenti sarò
sempre io a decidere per lei e questo non è giusto perché è la sua
esistenza; io posso starle vicino e scrivere ma non posso anche
annullare i suoi pensieri e se lei non è libera, come posso io
chiedere che le venga concesso tutto questo? Mamma, per favore,
rilassati di più, sarà più facile per me, cerca altre cose, altri
interessi, cerca soprattutto di essere te stessa. Esci di più la
sera qualche volta, anche se non sei uno spirito notturno e ti
stancheresti lo stesso, ma ogni tanto ti aiuterebbe. Vai al cinema e
ogni tanto a cena fuori con papà, Brigitte e Gabriele, vai a trovare
le tue amiche, puoi fare tutto quello che vuoi, moderatamente ma
fallo e, per favore, non chiuderti in te. Mi sentirai nella mente ma
non risponderò alle tue domande, perché vivere è anche e soprattutto
decidere da soli e lo dico io, mamma, che di esperienza ne ho. È
questo il senso giusto di tutto un piano. Credimi Bri, non c’è
ingiustizia in tutto questo, anche a noi è richiesta prudenza e
dobbiamo rispettare le regole. Non piangere, mamma, perché non c’è
bisogno di stare male, è la cosa più vera che mi ha detto la mia
Guida, è per il nostro bene lo vogliamo o no? Dillo! Devi essere
forte, tira fuori il tuo carattere, sei una donna in gamba e non
accetto lacrime, tutto quello che faccio è per il tuo bene. Credimi
mamma, ci saranno belle cose, ma ho bisogno che tu trovi serenità,
sarà ancora più bello ma non piangere perché non mi aiuti. Hanno
permesso belle cose e tu avrai grandi soddisfazioni, non è così
difficile, mamma, ti aiuterò io, vedrai che è questione di poco
tempo (nota 2).
Pensa a chi non ha nulla, tu hai un grande
cuore, ma sei molto fragile; non piangere mamma, e tutto tornerà
come prima ma questo è uno sforzo di tutti e due. Io sono
tranquillo, perché ti sono vicino e so che possiamo farcela insieme
e durerà poco. Ho bisogno che tu capisca questo, non è la fine del
mondo per te ma bensì l’inizio di una grande cosa; dobbiamo aiutarci
insieme, sarà come un gioco vedrai. Bri, aiutala a rilassare il
corpo per stare meglio con la sua anima; ti aiuterò, mamma, ma devi
promettere che sarai serena, perché rischio di perdere tutto quello
che abbiamo ottenuto, capisci, mamma, quanto ti può costare? Se tu
sai che è per il nostro bene, ancora un po’ e tutto questo tornerà
come prima e solo in base al tuo stato mentale. Devi crederci
mamma, è un cosa seria, è come un gioco giocato seriamente e in
questo modo non ci saranno conseguenze. Siamo già tanto fortunati!
Mamma, devi avere un po’ di pazienza per superare questo in modo
veloce e sicuro; ho tolto tutto il negativo e per questo devi essere
tu, ora, a corrispondere all’amore di Dio. Non preoccuparti, mi
è stato concesso di chiamare Brigitte ogni giorno, affinché io possa
darti i miei pensieri. Brigitte, devi farlo solo una volta perché
neanche tu devi esagerare e lo sai. Mamma, sono qui con te e non ti
lascerò mai sola, non preoccuparti, stai migliorando,
tranquillizzati e non piangere, che io devo farti ridere e poi, se
non ci riesco, mi dispiace; lo sai che ti sto accanto bell’amore,
non mi togliere il tuo fascino che quando piangi non sei come piaci
a me, mentre la tua serenità e il tuo sorriso mi fanno impazzire.
Forse non hai ancora capito che cosa è la morte, è vita mamma,
quella vera e non finisce, è duro umanamente ma è così. Piano piano
ti darò allegria, non permetterò che tu soffra; se sai che sono
vivo, cos’è che ti spaventa? Mamma, io ci sono, lo capirai anche tu
un giorno, come lo capiranno tutte le persone viventi. Credimi, voi
siete un bel casino… Amiamo il Signore per la Sua gloria, Egli è
grande e misericordioso amore. Manuele sono io, grazie alla Vergine
Maria. Va tutto bene, mamma non devi essere triste, ho bisogno
della tua lucidità mentale. Stai tranquilla, vedrai, ci saranno
molte prove, fidati di me. |
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Anche questa lettera merita alcune
considerazioni. La prima è che noi umani, che viviamo la nostra
vita, dobbiamo prendere noi, personalmente le nostre decisioni e
averne la responsabilità. Loro possono solo consigliarci, mandarci
delle ispirazioni ma poi dobbiamo decidere noi “altrimenti sarò
sempre io a decidere per lei” e questo non va bene. Inoltre,
“io posso (solo) starle vicino e scrivere”, loro, in ogni
caso, non solo non vo-gliono e non è bene che decidano al posto
nostro, ma anche se lo volessero, non potrebbero farlo, non possono
sopraffare la nostra volontà e la nostra libertà. Certo, Manuele
questo non lo farebbe mai; ma la notizia che ci dà, le parole che ci
dice sono importantissime e ci rassicurano: gli esseri dell’Altra
Dimensione non possono prevaricarci se non c’è il nostro consenso e
la nostra collaborazione; gli esseri negativi, se l’uomo non è anche
lui rivolto al male e non ne accetta le cattive ispirazioni,
collaborando e accettandole, non possono sopraffare la volontà buona
di chi decide per il bene. |
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Arnold Bőcklin
"Angeli" |
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Henri Rousseau "Magia notturna" |
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Ma il punto più importante del
messaggio è laddove Manuele dice alla mamma “ho bisogno che tu
capisca”. Così le dice e non dice invece “mamma devi capire”. La
differenza tra le due espressioni ha un suo peso, la necessità di
capire (quello che a Gigliola le sta accadendo in quel periodo di
assenza di scrittura; ma, più in generale, tutto quello che è
successo e le sue raccomandazioni) non è un qualcosa che riguarda
solo Gigliola e la tranquillità e la serenità di lei. Anche Manuele
ha bisogno che sua madre capisca, perché se lei non comprende
esattamente come stanno le cose e non si attiene a quanto le viene
detto, anche la sua collaborazione con lei, perché quel periodo
passi e Gigliola torni a scrivere, (è un lavoro di purificazione
mentale che debbono svolgere insieme) non dà frutto o ne è
ostacolata e così lui non può adempiere a questa sua missione. Ma
Manuele parla anche, e ripetutamente, del dolore e della sofferenza
che Gigliola sempre prova e del fatto che lo piange sempre.
“Mamma, non piangere!” le dice. Questo allora da al discorso
una portata più ampia e deve riferirsi piuttosto alla perdita di
Manuele, che Gigliola sente ancora con tanta forza (ma come potrebbe
essere diversamente?). Ma allora l’espressione “ho bisogno che tu
capisca”, acquista un ulteriore significato. Se la mamma, se i suoi
familiari continuano a piangerlo e a soffrire, anche lui ne risente,
perché rimane legato a quel dolore e non continua la sua e la loro
evoluzione. Perciò aspetta il momento in cui questo dolore non ci
sarà più, perché allora non ne sarà più ostacolato il suo salire in
alto; ma adesso quel dolore porta delle conseguenze anche
lui. |
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A questo riguardo, deve essere
sottolineato che la stessa cosa ci hanno detto tante altre Entità
disincarnate nelle loro comunicazioni: il permanere, nei loro
genitori e negli altri parenti e amici, del dolore per la loro
morte, li lega e li trattiene nel cammino che debbono fare.
Nello stesso senso duplice (specifico al particolare periodo che
Gigliola stava traversando ma an-che al significato più generale)
vanno intese anche le altre parole di Manuele, quando dice “Ho
bisogno che tu trovi serenità, se tu piangi non mi aiuti”,
“Devi promettere che sarai serena, perché rischio di perdere
quello che abbiamo ottenuto” “Ho bisogno della sua lucidità
mentale” – che in quel modo e permetterle così di tornare a
scrivere. Dunque, viene confermato che il chiudersi nel dolore
oscura la mente, ottunde le capacità percettive e ostacola la
capacità di sentire i messaggi dell’Altra Dimensione; chiude il
canale della comunicazione o, quanto meno, la rende difficile,
perché l’attenzione e i pensieri invece di essere rivolti a sentire
dentro di sé la persona cara perduta, a sentirne la presenza e le
parole nel proprio cuore, sono ripiegati su di sé e sulla propria
sofferenza, sono rivolti, sono “occupati” a sentire il proprio
dolore, l’attenzione è rivolta alla mancanza e al rimpianto.
Manuele questo non lo vuole, il suo amore per la famiglia chiede
che vi sia di nuovo il colloquio con i suoi cari e che essi abbiano
a disposizione il canale della comunicazione con lui e così venga
lenito il loro dolore, vuole sentirli ancora e farsi sentire. Perciò
insiste tanto con la mamma che il suo dolore deve finire –
oltretutto non ce n’è motivo, lui è sempre vivo, vicino a loro e può
farsi sentire. |
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Henri Rousseau "Pace"

La fiamma dell'amore |
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Questo contatto e questo colloquio non
sono poi tanto difficili, quando si è formato e c’è il canale, basta
attenzione - saper ascoltare – e dedizione – l’attenzione e
l’ascolto con affetto. “E’ come un gioco ma va giocato
seriamente”. Manuele parla sempre a Gigliola – qui più che
altrove è riferito a lei il messaggio che noi abbiamo voluto
generalizzare come insegnamento - e con dolcezza, come lei parlava a
lui quando era bambino; ma ora è lui che la protegge, che ha cura di
lei. Come Gigliola giocava col suo bambino quando era piccolo, stava
con lui e lo faceva felice e, a sua volta, ne era felice e si creava
così tra loro una sfera di “contatto”, una sfera di affetto, di
amore e di calore che li univa, erano una unità in due, così
altrettanto può avvenire ora con questi colloqui ripresi attraverso
il canale della percezione ultrasensibile. Amore è dare attenzione,
fiducia e sicurezza. |
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“Siamo già tanto fortunati”,
per esserci ritrovati in questo modo. “Bri aiutala”; certo,
la frase si riferisce specificamente allo specifico episodio e alla
contingenza in cui Gigliola “non poteva scrivere” e Brigitte
riceveva i messaggi anche per lei, ma sta anche ad indicare che
tutti dobbiamo aiutarci con amore in questa comunicazioni e che,
come vedremo meglio appresso, il dono (di poter e saper comunicare)
non ci è dato solo per noi, dobbiamo farne partecipi anche gli altri
che non lo hanno.
“Aiutala a rilassare
il corpo per stare meglio con la sua anima”, anche questa è una
indicazione importante, qui sulla terra siamo un complesso unico,
corpo e anima e vi deve essere equilibrio tra loro. E ancora:
“Bri, devi farlo solo una volta al giorno”. Non si deve
abusare delle capacità di comunicare con l’Altra Dimensione, di
sentirla e esserci in contatto, quando si ha questa facoltà.
Molti vorrebbero comunicare in ogni momento, sempre pronti e
sempre “in ascolto”, ma un tale atteggiamento non è quello giusto,
non va bene, una molteplicità di ragioni impongono di osservare una
misura in queste comunicazioni con l’aldilà. Ragioni
neurofisiologiche, l’esaurimento fisico e organico che ne può
derivare; ragioni psichiche, la stanchezza mentale e l’esaurimento
nervoso, la mente ha bisogno di riposo. Inoltre, il condizionamento
e la dipendenza che possono insorgere, l’equilibrio nello
svolgimento della vita di relazione quotidiana, che ne può essere
turbato. Si deve rimanere sempre ancorati alla vita e alle cose
quotidiane e agli altri nostri cari, che ancora ci sono e che si
aspettano, e ne hanno il diritto, la nostra attenzione e le nostre
cure. Le parole di Manuele sono molto importanti e, ovviamente,
hanno anche qui una portata generale, valgono per tutti i casi e per
chiunque ha o vuole stabilire questo contatto con gli esseri
dell’aldilà.
E infine “Amiamo il Signore”, è la
conclusione di tutto il discorso - il Signore ci concede questo e
questo ritrovato colloquio, dobbiamo amarlo per questo.
Ma non si può non sottolineare anche
quell’altra frase, così vivace, aperta, spontanea. “Credimi, voi
siete un bel “casino”. C’è tutto il Manuele di prima in questa
espressione, il ragazzo che era sulla terra rimane sempre in lui,
anche se con tutte le sue straordinarie trasformazioni che ora ha
avuto; sembra quasi che egli voglia dire con queste parole “ Sono
sempre io, riconoscetemi.”
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L'amor cortese

Simone Martini "L'angelo dell'annunciazione"

Il Sole |
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Il 13
febbraio 2003 Manuele invia un’altra lettera a sua madre, nella
quale da mostra ancora del suo affetto ma anche di tutta la sua
sollecitudine, con i consigli e le raccomandazioni che le fa.
Gigliola deve avere fiducia in se stessa. Interviene poi anche Mel,
che pure mostra verso di lei la sua affettuosa sollecitudine.
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(Manuele): “Ciao, sono Manuele e c’è anche
Mel.
Mamma non fare così
(nota 3), se mi vuoi aiutare devi essere forte e tranquilla. Se io ti
amo e sono con te, cosa temi? Devi avere fede, grande fede, è
questa che cura tutti i mali. Sorridi mamma, fammi contento, lo sai
che mi piace vederti bene e contenta. Mi piace vedervi felici, non
pensare che la parola é troppo grande, abbiamo tanto e dovete essere
felici di questo. Ti ho parlato prima della felicità (nota 4), leggi quel
foglio, mi piacerebbe vederti scattare (fotografie, n.d.C.),
sei così brava, fotografa animali, bambini, natura viva e morta,
tutto, e manda le foto ai giornali, ti andrà bene, vedrai che bella
avventura! Papà sarà un po’ geloso, ma anche felicissimo per tutto
questo, vi farà bene e finirai per coinvolgere anche lui, non a fare
le foto, ma la situazione lo farà partecipe e ti indicherà anche lui
dei bei posti. Bella mamma, io ti aiuterò a prendere l’ispirazione
giusta e combinerai belle, ma belle cose. Se hai fiducia in te,
dimostralo. Avete tutti bisogno di dimostrare che siete bravi in
quello che vi piace fare. Vi amo e sono sempre vicino a voi. Con
tutto il mio amore. Manuele tuo figlio e anche un sincero
amico”
(Mel) “Ciao, sono
Mel, non preoccuparti per loro, ci sarà tempo (nota 5).
Si
Brigitte, loro sono amorosi con voi e non vi costringerebbero a fare
le cose in maniera sbagliata, state tranquille, con me ci sono tanti
ma non c’è fretta. Ricordate però, che al momento giusto si potrà
comunicare con tranquillità e calma, tutto andrà nel verso giusto,
tranquille. Una cosa importante è la positività, è la fede pura e
fervorosa. Tutti dovete avere fiducia in Dio e Lui vi porta serenità
e amore.
In nome
di Dio, io Mel vostro amico, devo andare, ma rimango nei vostri
pensieri positivi. Amore per voi e positivismo nei
cuori”. |
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Il messaggio è stato accompagnato dal disegno di un
cuore, qui riportato. |
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Manuele è “molto giovane” come vita
celeste, è naturale, quindi, che pensi ancora tanto alla sua
famiglia, che si ricordi di tutti, anche del cane che tanto amava, e
che si preoccupi per loro e di dare consigli, anche singolarmente a
ciascuno. È ovvio, pertanto, che nel suo intervento in questo
frangente si occupi e si preoccupi soprattutto della salute della
mamma e dei danni che possono derivarle da quanto le accade. Ma, a
ben pensarci, non è solo per questa sua “giovane età di cielo” che
vive ancora tanto fortemente le vicende della sua famiglia ma anche
perché, essendo in contatto con loro, ne sente i pensieri e le
preoccupazioni e gli affanni umani e non può chiamarsene fuori, non
può restarvi indifferente (è per questo che la nostra perdurante
sofferenza li trattiene vicino a noi ed ostacola e ritarda il loro
volare in alto, come essi stessi ci
dicono). |
| Un altro ritratto di Walker, detto anche
“Botolo” |
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A sua volta Mel,
che ha una personalità diversa e motivazioni diverse nel partecipare
a quello che accade alle due medium, si occupa e parla, piuttosto,
dell’intervento massiccio attorno a loro di altre Entità che
vogliono comunicare (nota 6) e dà i giusti consigli per questo
momento particolare. Gigliola e Brigitte, generosamente, vorrebbero
anche loro aiutare queste altre Entità, facendole parlare e
eventualmente mettendole in contatto con i loro cari; ma per questo
c’ è tempo, dice Mel, la loro medianità è ancora troppo fresca di
tempo ed esse devono imparare a esercitare nel giusto modo questo
loro dono, con tranquillità e calma. Anche se le Entità che vogliono
comunicare sono positive, esse sono tante e se le medium non si
risparmiano, se non sanno regolarsi e misurarsi nel contatto, se si
fanno sempre o troppo coinvolgere emozionalmente, questo può
influire su di loro e sulla loro vita.
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Ma è tempo di tirare le somme anche in
questo capitolo, di quello che abbiamo detto e dei messaggi e della
poesia che abbiamo qui letto, e vedere quale ne è
l’insegnamento. Anche qui Manuele parla dell’amore, è sempre
l’amore che lo muove e lo anima e che è alla base di quello che
dice. Un amore che è universale e verso tutte le creature, perché
viene da Dio, è collaborazione alla Sua opera, e l’amore di Dio è
così. La conclusione è quella del titolo. Come la libertà è
amore – Manuele ce lo ha detto e noi lo abbiamo visto dimostrato nel
capitolo precedente – così altrettanto il contenuto dell’amore è
sollecitudine verso “la persona amata”, essere solleciti e attenti e
pronti verso i suoi bisogni, affinché sia felice e sia nella
pienezza del proprio essere. L’amore si riveste, si riempie e si
colora di sollecitudine. |
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Il viaggio dei Re Magi |
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L’amore non è soltanto uno stato di
beatitudine e non è neanche uno stato di pace con sé e con tutti e
poi nient’altro. Non è un voler bene astratto e basta. L’amore è
anche preoccupazione per l’altro, l’amore è partecipazione attiva, è
sentire profondamente quello che l’altro sente dentro di sé e quello
di cui ha bisogno. La sofferenza dell’altro è anche mia, se lui
soffre anch’io soffro con lui. L’amore è un farsi carico dell’altro
e delle sue necessità. Allora, se si sente così; quando si partecipa
così verso l’altro, ne discende naturale l’agire in soccorso,
l’operare in aiuto e il fare in modo che la sofferenza dell’altro
cessi. L’amore è attivo, è attività ed è accorrere e soccorrere.
L’amore si esprime attraverso la sollecitudine. L’amore è
sollecitudine.
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