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Come sappiamo,
Manuele è scomparso il 27 marzo del 2001. E’ accaduto per un
incidente di moto, come troppi ne avvengono continuamente, un fatto
fin troppo quotidiano; e che invece, visto da poi, era per lui
semplicemente il mezzo per entrare nell’Altra Dimensione quando ne
era giun-to il momento, quando la sua esistenza terrena e
l’esperienza da fare, per la quale era sceso sulla terra, erano
giunte al termine e doveva invece iniziare la sua straordinaria
vicenda ultraterrena; uno straordinario viaggio spirituale per lui
ma anche per quanti, familiari e amici, lo avevano conosciuto e
accompagnato in questa vita. Quando questo è accaduto, Manuele
aveva quasi 27 anni, li avrebbe compiuti nel mese di maggio
successivo, e da 27 giorni aveva conosciuto la sua nuova compagna,
Brigitte, che poi, insieme a Gigliola, la madre di Manuele, sarebbe
stata la sua intermediaria per le comunicazioni da lui inviate
dall’Altra Dimensione. Il 27 sembrerebbe avere, dunque, un
significato particolare per lui e per la sua esistenza
terrena. Che invece non fosse affatto “morto” – nel senso
definitivo con cui noi uomini usiamo questa parola - e che
continuava ad esistere, a “vivere” ancora, ad “esserci” sempre, sia
pure sotto un’altra forma, in un altro modo di essere e in un altro
mondo, Manuele lo ha dimostrato immediatamente, sin da subito dopo
il tragico evento, inviando segni e manifestazioni di sé a chi era
in grado di recepirli e disseminando dei segnali della sua
sopravvivenza l’ambiente che era stato vicino a lui quando era sulla
terra. Abbiamo già letto tutto questo nel racconto del suo ultimo
periodo vissuto sulla terra.
Dunque,
dopo la sua “partenza”, Manuele si è manifestato subito e in molti
modi. Manifestazioni con segni di presenza, specie all’inizio, ma
poi, a partire da un certo momento, soprattutto attra-verso i suoi
messaggi - le sue lettere, le sue poesie e i simbolismi dei suoi
disegni – nei quali de-scrive e fa conoscere anche a noi, la
grandiosità della nuova vita e del nuovo mondo di cui ora fa’ parte.
e che vede aprirglisi davanti. Ci parla così di quello che ora sente
dentro di sé e della straordinaria esperienza che ora vive, i
sentimenti indescrivibili che prova, che lo sconvolgono, che gli
fanno gridare il suo amore, il suo stupore, la sua gioia, il suo
ringraziamento al Signore dell’universo che tutto questo gli dona,
che a tutto questo lo ha chiamato. Di tutto questo noi ora
vogliamo qui parlare, “leggendo” i suoi messaggi e commentandoli per
approfondirne i concetti e aprirli in tutte le del loro significato.
Capiremo così ancora meglio il nuovo Manuele, che è nato alla nuova
vita; e che è poi quello che anche lui ci vuole dire, come è
veramente la realtà e quale è la verità, dietro il velo, dietro
l’apparenza, dietro il primo modo di apparire del mondo (nota
1).
È importante che noi sappiamo
di questo, del mondo di luce che c’è di là e che Manuele adesso
vive; e che perciò lui vuole far capire anche a noi e vuole
condividere con noi. |
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SIMBOLI

L'Enigma (Edipo e la Sfinge)

La Luce che Guida (Tobiolo e
l'Angelo)
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Il Mistero

Il guru

Il carro della Vittoria

Il mandala |
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I messaggi di
insegnamento di Manuele che qui riportiamo li abbiamo divisi in due
gruppi. I primi – i primi capitoli - con cui ora iniziamo sono
lettere, poesie, disegni da lui inviati, ma in più, rispetto agli
altri del secondo gruppo, ne viene fatto anche un approfondito
commento, per immedesimarci, nei limiti di quanto è possibile da
questa specola terrestre (nota 2), nella sua esperienza e per
capire a fondo così quello che lui ci vuole dire e il nuovo mondo e
la nuova vita che egli vive e i nuovi sentimenti che prova.
Vorremmo, insomma, leggere bene l’insegnamento che il nuovo Manuele
ha compreso nel cielo dove è rinato, un mondo celeste che vuole dare
anche a noi e farcene partecipi. Il secondo gruppo di messaggi
riporta semplicemente i testi inviati da lui, di per sé chiari e non
necessitanti di ulteriori parole o aggiunte.
Il fondamento di
questa parte del libro e del sito sono dunque sempre i messaggi di
Manuele – che, del resto, è il filo lungo il quale tutto il libro e
il sito si dipanano – qui intesi come “manife-stazioni di
insegnamento”(nota 3); perché tali (manifestazioni) essi
sono, se riandiamo alla distinzione che facciamo tra “fenomeno” e
“manifestazione”(nota 4). Attraverso queste comunicazioni che
invia per il tramite di Gigliola e Brigitte, Manuele si manifesta e
manifesta la sua sopravvivenza; e qui lo fa per darcene il
significato che ci faccia crescere. Ci fa sapere quanto gli è
accaduto e continua ad accadergli di là e ci dice della nuova
personalità spirituale e di luce che sente egli in sé, anzi che egli
è; e noi, in questo modo, tutto questo potremo farlo nostro, come
consapevolezza e insegnamento per l’anima. È proprio questo ciò che
lui vuole, è il fine che lui, e gli altri esseri celesti che con lui
collaborano, perseguono nell’inviarci questi messaggi; ed è il
motivo per il quale c’è stato (“di là”) per noi questo
“progetto”.
Parlando di sé in questo modo, Manuele ci spiega
la nuova vita spirituale che ha trovato nella nuova dimensione in
cui si è ritrovato ad esistere e il nuovo, rivoluzionato suo modo di
“vedere le cose” – l’universo, la vita e la realtà. Sarà veramente
anche per noi una emozionante scoperta e un’avventura; come lo è
stata per lui.
Le comunicazioni di Manuele (ma oltre a lui
sono intervenuti e hanno parlato le sue Guide e altri personaggi
dell’aldilà), i suoi lunghi messaggi – vere e proprie lettere – i
disegni molto elaborati ed espressivi e le poesie belle e dense di
significato rappresentano tutto un materiale ricco di in-segnamento,
di notazioni, di osservazioni, di visioni; da di esso traspare una
Realtà tutta nuova e un nuovo modo di pensarla; vi sono espressi
stati d’animo, emozioni, vissuti (anche quella dell’aldilà è una
forma di esistenza ed è dunque “vita”; il termine “vissuto”,
riferito anche alle loro esperienze, è dunque giustificato) su cui
dobbiamo riflettere. Tutto il nostro universo interiore ne viene
coinvolto e sconvolto e ne resta avvinto: ma perché è la visuale
stessa dell’universo che ci viene cambiata e assume tutt’altro
aspetto e coloritura. Un’altra tutta nuova se ne presenta davanti e
ce ne viene offerta.
In conclusione, la meta finale per noi di questo
nostro riportare – e leggere e meditare - gli inse-gnamenti di
Manuele, che è poi la stessa finalità che lui si è ripromessa, è
quella di renderci convinti e consapevoli del che significato che
fin d’ora deve avere la vita spirituale che c’è “poi” e che tutti ci
attende; per dare così già ora un senso a questa nostra vita.
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| NOTE
[1] Parlando di “velo” e
di “apparenza”, viene subito il mente il concetto induista di Maya,
il velo di Maya. Usualmente il termine induista Maya viene tradotto
con la nostra parola “illusione”, questo nostro mondo, si dice, è
illusorio ed è una illusione e “quando saremo nel seno di Brama” ci
accorgeremo che la vita terrena che ora conduciamo era un sogno. In
effetti, il mondo e la vita che ora viviamo non sono una illusione,
sono una realtà ben solida. Se sbatto la testa mi faccio male e
posso morire. Solo che è una realtà relativa, non è la realtà in
assoluto; non esaurisce in sé tutta la Realtà ma ne è pur sempre una
parte e, in questo senso, è del tutto reale. È una realtà relativa a
questo attuale ciclo di esistenza e alla vita terrena che noi adesso
qui conduciamo, ma, entro questi limiti ed entro l’arco della vita
terrena, è una realtà vera (n.d.C.)
[2] Proprio nel senso di
osservatorio celeste, osservatorio astronomico, (dal quale si
guarda - col telescopio, che ci fa vedere lontano, oltre la vista
umana - alle stelle) (n.d.C.) [3] Altrove sono
manifestazioni di testimonianza, di presenza, di affetto e altro
(n.d.C.) [4] Fenomeno paranormale e manifestazione (paranormale)
identificano un medesimo accadimento (fenomenico). Il termine
“fenomeno” è in riferimento all’aspetto di studio che ne fa oggetto
di osservazione da parte dello studioso parapsicologo; il termine
“manifestazione” è invece in riferimento all’esperienza di segnale
inviato dall’aldilà e prova di sopravvivenza che ne fa chi se ne
occupa sotto l’aspetto di ricordo e di amore umano (n.d.C.)
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