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… e tutto a
un tratto mi sento circondato |
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Illuminato di onde, così sono io
cerco bellezze che non mi sfuggiranno
perché il mio essere le assomiglia
e tutto a un tratto mi sento circondato.
Spariscono per amore
sensibili al sentimento
che gli ha fatto provare emozioni vitali.
Esplode dentro la mia mente
vola alto, non si ferma neanche un attimo
arrivo qui, arrivo chiaro
sento gli odori di questo aroma
e tutto a un tratto mi sento circondato.
A velocità andrò a cercarle
per poi sorprenderle nel sole innamorato
e vedrai cosa sarà
e vedrai cosa farò
il mio istinto sono io
la mia anima sono io
il mio essere sono io
la mia forza sono io
e tutto a un tratto mi sento circondato
.
27 Maggio 2003
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Questa poesia di
Manuele, benché cronologicamente non coincida con l'invio
dei messaggi in cui egli parla del suo arrivo nell'aldilà,
se ne è parlato nella sezione"Il ragazzo in cielo" - ma di
là il tempo non esiste -, si raccorda molto bene e sembra
riconnettersi, con grande forza ed espressività, a quel
racconto di quei momenti iniziali del suo ingresso nella sua
nuova dimensione esistenziale, alle prime, immediate e
potenti sensazioni ed emozioni allora da lui provate; e ci
dice della commozione che ha inondato la sua coscienza,
stupefatta e abbacinata dalla tanta grandezza e magnificenza
in cui ora si trovava e di fronte alla Potenza che sentiva
in esse. |
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Il significato
e la sintesi di questa poesia, di questo canto sono
tutti in quelle parole che si ripetono: “E tutto a un
tratto mi sento circondato”. Illuminato da ondate di
consapevolezza, di comprensione, di luce interiore, di
amore che gli arrivano e che lo riempiono sempre più,
come le onde chiare e calde di un mare infinito ed
eterno, Manuele si sente circondato di bellezza, di
amore, che sa benissimo e comprende che non gli
sfuggiranno, saranno suoi; e questo perché il suo essere
è simile ad esse, è fatto della stessa pasta spirituale.
Tutte queste comprensioni, tutta questa luce esplodono
nella sua mente, che non è ancora abituata a queste
altezze e ha ancora dimensioni umane, che si va
dilatando, sì, ma non ancora così in tempo e così presto
da recepire e contenere in sé tutta questa luce e tutta
insieme. E allora lui vola in alto, in alto – certo, là
dove ora sta lui non c’è altezza, non c’è spazio, ma a
Manuele, ancora frastornato e ancora con la sensibilità
umana, sembra di volare verso l’alto. La velocità con
cui queste ondate di consapevolezza gli arrivano e la
rapidità con cui egli deve incorporarle e farle sue e
“comprenderle”, gli danno l’idea vertiginosa di un
salire, di arrivare a una chiarezza di coscienza che si
dilata sempre più.
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A questo
momento, a questa “altitudine” spirituale”, il mondo
e l’ambiente spirituale, che così penetrano in lui,
sono aromi, sono ondate di odori, di profumi che gli
arrivano, in mezzo ai quali egli sente di stare; e
così egli li avverte e li esprime. E allora, quando
capisce tutto questo, ne è preso nell’anima, ne è
avido, ne è vorace – come era irruente il suo
carattere – e così dice che “a velocità, a
grandissima velocità andrò a cercarle, me ne
riempirò, le farò mie”; e ancora dice. “E allora
vedrai cosa sarò, vedrai cosa farò,” tutto questo
“sono io, sono io, sono io”.
“E tutto a un tratto, mi sento circondato”. È
proprio un canto questa poesia, ma tutte quelle di
Manuele lo sono. Attraverso di lui ci parlano della
beatitudine, della bellezza, dell’immenso amore che
gli sono intorno, lo circondano e lo riempiono; e
che sono, egli aggiunge personificandoli,
l’espressione di Dio.
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