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La DELICATEZZA AMMANTA UN TESORO ... |
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Manuele ci parla qui dei sentimenti che prova quando guarda attorno a sé il nuovo
ambiente in cui è giunto e comprende e realizza nel
cuore la dolcezza, la purezza, la bellezza, la delicatezza,
la chiarità che gli destano nell'anima quei luoghi in cui
ora gli è concesso di vivere - cioè del nuovo “stato” che
ora ha.
La poesia è stata ricevuta da Brigitte, il 5 gennaio 2004; è
stata dunque inviata da Manuele molto tempo dopo il suo
primo arrivo nell’aldilà, quando egli era già progredito nel suo
cammino di evoluzione. Ma di là il tempo non esiste, è un
momento eterno, e così noi crediamo che egli esprima qui sentimenti
che provò già allora quando giunse (detto in termini
nostri temporali) e si ritrovò in quella grande dimensione spirituale.
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5 gennaio 2004
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La delicatezza ammanta un tesoro
che vive nella dolcezza
personificando il risplendere acuto
che purifica senza farsi scrupoli
ogni bellezza.
Toglie il sintomo di confusione
e stabilisce la pura idoneità.
Purezza come il velo immacolato
della Vergine Maria
come lo sguardo morbido
che trasmette leggerezza
come le carezze
sulla pelle di un neonato
come il cielo limpido
che ascolta le stelle lassù
come il vento che impegnandosi
soffia via ogni scia
e penetrandole puramente
ridona il tono naturale
che avvolge in mille frammenti
colori magici
che incontrano lo sguardo lusinghiero
di un angelo poeta.
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La delicatezza
delle parole e lo stato d’animo e
i sentimenti espressi in questa poesia così pieni di
dolcezza ci
dicono del grado elevato di spiritualità del piano da cui
provengono e raggiunto da Manuele che l’ha inviata. Ma questi
sentimenti e questa commozione sono anche momenti permanenti
per chi esiste nella Luce; per questo ci piace pensare che
Manuele, pur avendola inviata diverso tempo dopo il
suo arrivo di là (nota 1),
questo sentire lo abbia provato anche subito, al suo primo il suo
ingresso nel Nuovo Mondo. O forse immediatamente dopo, quando i sentimenti di forza e di
potenza e l’esplosione di entusiasmo del primo impatto e la
vertigine sensoriale – sensi spirituali, naturalmente - date
dalle ondate e dalla marea di “aromi” che subito lo avevano
riempito e stordito all’arrivo (i sensi spirituali sono
molto più sensibili e, risonanti di quelli che abbiamo
sulla terra) hanno ceduto il passo a un momento di
chiarezza, di pace, di leggerezza, di riposo. E' il momento
della “metabolizzazione” e sintetizzazione, momento di
“incorporazione spirituale” e riflessione su tutto quel mare
di luce e di informazioni che lo avevano inondato. |
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Ma se ora cerchiamo di dire qualcosa, con
nostre parole, su quello che ci dice Manuele con la sua
poesia, vediamo subito, al confronto, come sono
difficili e lunghe e piatte e meno espressive
queste parole umane di spiegazione e interpretazione razionale; e quanto sono più dolci,
poetiche, aeree quelle di Manuele, che tutto questo
lo vive. Tutto nelle sue parole è delicato, dolce,
immediatamente comprensibile, a misura dello
spirito più che del parlare umano; a misura di Manuele,
cioè. Ma così si fanno avvertire anche da noi, attraverso
le sue parole, quella Potenza e quella Regalità che ci
sono di là e che dovrebbero invece destare timore -
tremore - e distanza.
Là questa Potenza e Regalità “risplendono in modo
acuto”, come una lama, e “purificano senza scrupoli”,
nella misura che è loro propria, non tenendo quasi conto
della fragilità del contenitore umano (come era ancora
Manuele, e chiunque altro, appena si entra nel regno dei
cieli); così ci viene detto. Ma di là, vicino a Manuele e ad aiutarlo a
porgerci quello che c'è e che lui sente, c'è la
mediazione di Maria, subito lui aggiunge.
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È questo un momento profondamente
spirituale. Tutta la poesia è intrisa di un senso di
alta religiosità - ricordiamo che religione e
religioso derivano dal latino “religo”, unisco,
unire con il cielo; così come altrettanto significa
“unione “ il termine induista “yoga”. Quindi le
espressioni “religioso” e “religiosità”, qui usate,
vogliono indicare questo sentire e questo momento
di unione mistica e spirituale dell’anima umana con
il mondo celeste, divenuto a misura umana.
Alla potenza e all’irruzione esplosiva di
informazioni e di consapevolezze del primissimo
momento - un prorompere
sovrumano, che potrebbe schiacciare – ora si sostituisce una
“delicatezza” che “ammanta di dolcezza”
tutto quel tesoro di conoscenze e consapevolezze che
ci investono (e che hanno
investito Manuele) al momento dell'ingresso nell’altra
dimensione. Tutto ora arriva al suo cuore con
leggerezza, come una carezza fatta sulla pelle
delicata di un neonato – e Manuele “è” un neonato in
quel mondo. Come il soffio di un vento che porta
via ogni scia delle vecchie incrostazioni umane, così
ora si trasformano le forti immagini precedenti,
rese accessibili, purificate “senza scrupoli”.
In questo
secondo momento e in questo secondo “sentire” tutto
è umanizzato,
tutto è delicatezza, dolcezza, aiuto materno; e in
questo vi è l'opera e l' l'ausilio della Vergine
Maria,
mirabilmente personificata e rappresentata nella
metafora del suo velo
immacolato che ci avvolge e che ammanta quel tesoro
e quella ricchezza di nuova coscienza cosmica
altrimenti annichilenti.
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Perciò, il fulcro e il cuore
della poesia e della preghiera – perché è una
preghiera - è la lode alla Vergine Maria, alla
purezza, alla leggerezza del suo velo, che, per
aiutarci,
scende e tutto avvolge col suo manto. È Lei, è questo suo velo
che dolcemente attenua, “vela” e rende a misura
e capacità creaturale lo splendore e l’irruenza
accecanti della Luce e della Verità, quali
sarebbero se venissero direttamente dalla Fonte.
Manuele si sente avvolto e protetto dal
dolce velo della Vergine Maria; ora non è più
frastornato da tutto quel mare di informazioni e
di realtà nuove che gli sono piovute addosso;
perciò, passato il primo scombussolamento, si
sente in sintonia con esse e in grado (“idoneo”)
di riceverle dentro di sé; e sente di far parte
del nuovo mondo. Tutto è dolcemente poetico e
profondamente sentito ma non abbagliante né
annichilente – come sarebbe la Potenza senza
l’aiuto di mediazione di Maria - in questo e
negli altri canti di Manuele, l’Angelo poeta.
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NOTE (1) La poesia è
stata ricevuta da Brigitte il 5 gennaio 2004,
ma questi sono termini temporali nostri. Perciò, quando noi
diciamo “la poesia è stata inviata da Manuele diverso
tempo dopo il suo arrivo nell’aldilà”, si tratta di un
eufemismo perché nell’Altra Dimensione il tempo non c’è. Al
trascorrere del nostro tempo corrispondono, di là, il
progredire spirituale degli esseri che vi entrano e vi
esistono e la loro evoluzione. Da noi passa il tempo e noi
cresciamo di età (ma anche noi “maturiamo”), loro crescono
spiritualmente. Perciò il riferimento viene fatto, da un
lato, al nostro tempo trascorso, per indicare quando la
poesia è stata ricevuta da Brigitte, dall’altro
all’evoluzione di Manuele, per indicare quando (“in che
stato spirituale”, “da quale suo stato evolutivo”) l’ha
inviata (n.d.C.) |
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