L’arrivo di Mel, lo Spirito Guida

    (seconda  parte)

 

Come abbiamo detto, all’inizio è solo Manuele che, nei suoi messaggi, parla a Gigliola e a Brigitte della sua Guida, Mel, che gli si è fatta incontro e gli ha dato rasserenamento e insegnamento. In un secondo tempo, anche Mel si fa presente direttamente alle due donne e anche lui invia ad esse i suoi messaggi, nei quali parla anche lui del compito che gli è stato affidato, di andare incontro a Manuele e di illuminarlo. Il suo primo messaggio che dice “In nome di Dio, ciao, sono molto felice di poter comunicare con voi”, è stato dato con il disegno riprodotto qui di seguito, inviato dopo quella sua prima raffigurazione, fatta da Manuele e che abbiamo riportato nella prima parte di questo articolo.

   

In un’altra lettera Mel si presenta così e parla dei suoi compiti e, in particolare, di quello di guidare le comunicazioni medianiche.

“Sono Mel, in nome di Dio. Dovete essere brave a trovare il giusto equilibrio e sarà qualcosa di bello per tutti, perché così ha voluto il Signore. Dovete solo ricordare che io sono la Guida assegnata a Manuele e per questo mi ritrovo a proteggere e consigliare anche voi. Io devo vedere responsabilità da tutti coloro che comunicano; siete tutti diversi nel mondo e siete canali e ognuno ha una comunicazione aperta che va guidata. Con amore, Mel”.

Da queste parole di Mel si evince che, come Guida assegnata a Manuele, egli deve, sì, assisterlo nel suo ambientamento e nella sua evoluzione nell’aldilà ma deve anche presiedere alle sue comunicazioni con la terra e alla buona riuscita di questa messaggistica di insegnamento. Perciò parla della medianità, che è diversa e deve essere diversamente diretta da persona a persona, e aggiunge che ha anche dei compiti riguardo a quella di Gigliola e Brigitte, che egli deve seguire affinché riesca al meglio.

 

   

Jean Morò   "Cifre e costellazioni innamorate di una donna"

 

Jean Mirò   "Composizione"

 

Jean Mirò   "Donne e uccelli all'alba"

 

 

Mel non solo si presenta con messaggi attraverso la scrittura automatica di Gigliola e Brigitte ma interviene anche nelle trance di quest’ultima. Così è stato anche in quella seduta, a cui si è accennato in precedenza, nella quale Manuele ha raccontato del suo incontro con questa sua Guida, e in quella occasione così ha parlato di sé e del suo compito:

“Sono una Guida al completo, consigliere spirituale, porgo i miei suggerimenti che vengono colti nell’anima di qualunque essere a me interessa (nota 1). Giovani ragazzi scelti per compito angelico, rendendo onore a Dio. Lui, il mio Creatore, porta a me le chiavi di ogni cuore terreno e il segreto interiore di ogni anima da me custodita, perché il percorso sia spiritualmente adatto (nota 2). Sono un addestratore di Angeli ma anch’io imparo tanto da ognuno di loro che a me apporta in ogni esistenza vissuta. L’anima non smette mai di imparare ed io imparando insegno e insegnando imparo. Responsabile sono di far entrare dentro ad ogni canale la consapevolezza pura e sincera di quello che si svolge. Sono in servizio di Dio e questo mi rende eternamente fiero.
Un’anima arriva a me perché Dio avverte il suo Angelo custode che è già in attesa; appena l’anima arriva, lui gli fa strada con la luce. Tante già conoscevo, tante, vita dopo vita le ho guardate ed ogni volta che arriva un’anima a me, dopo essere stata inculcata d’armonia divina e dall’amore di Dio, io la prendo per mano quando chiamata è stata.
Preciso compito tra cielo e terra, del mio aiuto ha bisogno, anch’io ho imparato e una Guida sono diventato”.
 

Con le sue ultime parole, Mel ci fa sapere che, quando un’anima arriva in cielo, il suo Angelo custode, che lo sa, è già in attesa e gli dà la “prima luce”, la illumina cioè su quello che le è accaduto, il suo trapasso da questa vita terrena a quell’altra spirituale. A seguito di questa illuminazione primaria, l’anima comprende e così, a seguito di questa apertura mentale e spirituale, può “vedere” la sua Guida, alla quale viene affidato (nota 3), e può aprirsi al suo insegnamento. La Guida allora la “prende per mano”, la prende a suo carico, come è la sua missione, e provvede ad essa, a dirigerla, per l’ulteriore cammino di conoscenza e di elevazione a Dio.

 

 

 

Dopo l’incontro con Mel, Manuele sente che la sua “forza” è aumentata e allora, anche per rafforzare il convincimento che queste comunicazioni vengono proprio da lui, vorrebbe presentarsi in queste proprio con la sua calligrafia, quella che aveva sulla terra; e così il 15 gennaio 2003 invia a Brigitte questo messaggio:

Con te Bri devo allenarmi e ci vuole tempo, è densa l’energia e devo dominarla. Tra poco voglio scrivere con la mia calligrafia e questo mi costa di più, ma è un grande trionfo. Dillo alla mamma che sono contento di tutto questo e che ne sono felice. Pregate e amatevi”

La lettera, che viene riprodotta qui di seguito, si chiude con il disegno di un cuore con dentro un fiore.
 

 

   

Jean Mirò  "Donna davanti al sole"

Jean Mirò  "Una goccia di rugiada risveglia Rosalia"

Jean Mirò  "Risveglio all'alba"

Quando il raggio di luce di Mel è penetrato in lui e lo ha illuminato, ì sentimenti che Manuele prova per il nuovo mondo in cui è entrato sono sempre straordinari e sempre una profonda emozionalità lo pervade. Appaiono però diversamente animati e ripieni ora di commozione perché egli ora comprende diversamente e di tutto questo capisce il significato. Ecco come ne parla in un’altra lettera, inviata il 31 gennaio 2003.

Bri, sono Manuele. La Guida mi permette di scrivere con la destra perché mi ha lasciato ancora la sua energia accumulata e voglio usarla (nota 4) meglio che posso.
Vi scriverò tre frasi mie che ho creato vedendo tante bellezze. Se solo potessi farvi capire con queste frasi quanto é bello tutto qui intorno!
La luce del sole rispecchia nei miei occhi il bianco intenso della mia anima. Sui prati cadono fiori di dolci profumi, una pioggia di amore si manifesta con il mio sospiro ogni alba e i miei pensieri si accorgono che sono stato ispirato.
Sono un essere creato da Dio e la mia bellezza è un Suo merito. Vivo per amare, amo quel che vivo e senza limiti oltrepasso orizzonti. Ho sempre desiderato di prendermi cura di ciò che amavo e adesso lo faccio davvero. Mi impegno seriamente e quando vedo i miei sogni realizzati, il mio spirito gode. Volo in alto e poi mi tuffo e grido a tutto sconvolto di tanta bellezza. Non posso descrivere i limiti ma se si ama Dio, è una promessa per tutti.
Vi amo esseri di Dio, viene tutto da Lui, nostro Padre, siamo tutti figli di Dio, tante famiglie unite dalla Sua mano e il Suo potere è sovrumano. Vi racconterò tante cose,quando mi concentro su ciò che è bello potrei non fermarmi, sono un bravo poeta e dalla mia anima escono stelle. Unire l’amore e la forza rende la vita gioiosa. Mamma ricorda i bambini bisognosi, i poveri che hanno necessità e gli animali da sfamare, ricordalo anche a papà e sarete orgogliosi di quello che farete. Bri e Gabri tenetelo presente anche voi. La vita non va sprecata e Dio vi ha concesso di viverla perché vi ama, è pieno di amore, non paragonabile a nessun tipo di percezione umana. Egli ama tutti, vi rendete conto? Tutti. Vi amo anch’io tanto, siete causa del mio più alto grido di forza. In nome di Dio buono e perfetto vi amo. Manuele”.
(di seguito, disegna una spirale e dentro scrive: “abbiamo tutti un filo che ci lega all'immensità e tutti lo teniamo insieme”. Poi così prosegue:)
Mel, anche lui vi ama, e Gero (nota 5) è un vero amico, è la mia forza e l'amore può tutto.
Sempre amare, è la prima regola, ricordatelo. Siamo noi tutti insieme: Mel, Gero, Manuele, Cilena, Antonio, Milena, Lucio, Natalia
(nota 6). Siamo tanti perché è festa e verremo a trovarvi pieni di allegria e felicità, a noi nulla sfugge. Che Dio vi benedica. Danziamo nell'immensità felici di poter stare vicini a voi in ogni momento e condividiamo insieme i trionfi dell'amore.
Sono io Manuele. Lode al Signore”.
 

   

Jean Mirò   "Figure di uccelli"

 

 

Jean Mirò  "Il canto dell'usignolo di notte"

 

 

Jean Mirò  "La stella del mattino"

L’anima, ci dice Manuele, non è un qualcosa di consistente come lo è un corpo, sia pure leggera, aerea, trasparente, ma è fatta di qualità spirituali, è bellezza, è purezza, è bianco purissimo; guardando dentro di sé così Manuele la vede – ma quanta più poesia c’è nelle sue parole “così si rispecchia nei miei occhi”!
Nel mondo di Manuele gli “occhi che vedono” è l’anima stessa, che si china a osservare se stessa e si vede come le qualità che essa è (nota 7), come purezza.
Manuele ci spiega così che ora lui “vede” con gli occhi spirituali - cioè “comprende il significato e il senso di quello che vede - gli stessi occhi con cui Dio vede lui. Dio è il sole che sta in alto, la fonte e il centro da cui si irradia tutta la luce ed è Lui che dà a Manuele e a noi tutti la capacità di “vedere” (spiritualmente). Dio lo fa vedere e ci fa vedere con i Suoi occhi; la Sua luce si rispec-chia in Manuele (e in noi), nel suo (e nel nostro) “vedere”, nel sentire della sua e della nostra anima, anch’esse spirituali, e così lo fa (e ci fa) “vedere”. Ma, ancora una volta, quante parole, che discorso complesso questo nostro! Quanto è più semplice, più breve e immediato quello di Manuele!

 

Nel mondo spirituale tutto è visto e sentito in modi e forme spirituali perciò anche le espressioni usate per descriverlo sono rappresentative in modo spirituale, simbolico. “Cadono fiori di dolci profumi”, dice Manuele. Nel suo mondo i fiori e il loro profumo sono una stessa cosa, come l’anima e la sua bellezza sono una stessa cosa. Sulla terra, noi distinguiamo tra fiore e profumo, vediamo i fiori e ne sentiamo il profumo; ma là, da Manuele, il fiore – la bellezza, la purezza - si presenta come un profumo, viene “visto” come un profumo. L’amore che si sprigiona dall’anima è il suo profumo; e così anche l’anima e il suo amore sono “visti” come un profumo.
Le espressioni usate da Manuele sono tutte dolci, delicate, poetiche; e così per dire che l’anima emana amore, dice che da essa l’amore “cade come una pioggia”, è un bellissimo simbolismo.

È l’amore, dunque, quel fiore di cui Manuele parla nel suo messaggio. L’amore riempie il suo mondo – dovrebbe riempire anche quello nostro - ed è bellezza, è un sospiro, è l’anelare dello spirito verso l’alto; ed è una pioggia profumata che cade sull’anima e la vivifica.
Manuele avverte dentro di sé queste grandi sensazioni, l’immensità di questi pensieri, il susseguirsi di tutte queste immagini e li avverte tutt’insieme, con quell’unicità e quella immediatezza che sono proprie del sentire e dell’esprimersi dell’anima e che solo per rappresentarsi a noi si devono avvalere della nostra molteplicità di parole, di nomi e di figure.
Adesso, dopo l’incontro con Mel e dopo il suo raggio di luce, egli non solo vede e sente tutto questo ma soprattutto lo comprende. E allora Manuele, l’uomo che già sulla terra si chiedeva cosa ci fosse dietro il cielo stellato e dietro il cosmo, chi fosse l’architetto di una così grande struttura, ora capisce che tutto è stato creato da Dio e si riconosce anche lui come creatura da Dio. E allora, di nuovo esplodono il suo entusiasmo ed il suo grido “Sono un essere creato da Dio e la mia bellezza è un suo merito, vivo (voglio vivere soltanto) per amare”. È un grido di trionfo questo suo ma è anche un atto di umiltà, di riconoscimento, di gratitudine e di gioia.
E poi ancora, esplodono gli altri “gridi” di entusiasmo per tutte le altre rivelazioni che scopre di sé: Vivo per amare. Amo quello che vivo. Vivo senza limiti. Non ci sono orizzonti che mi possono limitare. Ho sempre desiderato di prendermi cura di quelli che amavo e ora tutto quello che ho sempre desiderato, posso farlo davvero !

 

Jean Mirò  "L'ala dell'allodola"

 

Jean Mirò  "Le scale, come ruota di fuoco, traversano il mattino"

Se è così, allora è consequenziale che Manuele si senta impegnato – ma non gli viene imposto, è proprio lui che lo vuole - a realizzare quelli che sono stati sempre i suoi sogni, a cominciare dal prendersi cura di ciò che ama; e quando vede questi sogni realizzati il suo spirito si riempie di gioia e appunto dice che vola in alto, si tuffa nell’universo, è tutto sconvolto e non può descriver-ne i limiti. Non c’è dubbio, è Manuele, è proprio lui, il ragazzo pieno di vitalità che visse sulla terra.

Jean Mirò  "Rondine d'amore"

Jean Mirò   "Pittura"

 

 

 

Manuele aveva detto del suo desiderio di poter scrivere i suoi messaggi con la sua calligrafia. E infatti lo annuncia in una comunicazione del 3 aprile 2003
Sono Manuele, ciao, è successa una cosa meravigliosa, adesso posso scrivere con la mano destra e con la mia calligrafia. E’ straordinario, al più presto mi devi aiutare perché voglio scrivere delle lettere in questo modo, questo era il favore che volevo chiederti (nota 7), anche se, come vedi, così ci mettiamo molto di più e hai bisogno di più tempo, va bene? Sono emozionato, proviamo a fare un disegno, devo allenare questa energia. Senti come va da sola la penna?"
(a questo punto, nella stanza dove Brigitte stava scrivendo, entra anche Gigliola e Manuele così prosegue, salutandola)
Ciao mamma, devo imparare ad essere più rapido. E’ bellissimo, non so cosa scrivere dall’emozione che sento, non so come cominciare perché è una nuova energia e quindi sono più forte, sono emozionato e ancora scrivo lento.

 

C’è una poesia in cui Manuele pure esprime i suoi stati d’animo di quei primi momenti magici, simili in tutto a quelli manifestati nel precedente messaggio. Proprio per questa sua significatività ci fa piacere riportarla come terza parte di questo articolo, insieme all’originale della poesia stessa, da lui inviata e ricevuta da Brigitte, anche per mostrare la singolarità e le caratteristiche di queste scritture. La poesia non ha bisogno di commenti, ogni parola detta in più toglierebbe solo bellezza e immediatezza ai suoi versi.

Anche il disegno parla da solo e dice immediatamente tante cose, è di una grande espressività, come sono tutti i suoi disegni I pensieri espressi scendono giù dalle Tre Croci del mondo superiore, sono ispirati da lì, e alla fine si chiudono in un sole, che è la luce che li racchiude tutti e che illumina e ce ne dà la consapevolezza e la conoscenza. Sotto c’è un fiore: è Manuele, c’è la sua firma, che li accoglie e invia in basso, a picco sulla terra. I pensieri che vuole esprimere sono tutt’uno con lui.

VAI ALLA TERZA PARTE "Poesia"

 

  NOTE

(1)  Dunque la “voce” di Mel non viene udita da tutti (gli spiriti dell’aldilà), come avviene sulla terra per la voce umana, che è un’onda sonora che ha una valenza oggettiva e tutti odono. La voce di Mel  è udita solo da coloro ai quali egli indirizza il suo raggio di luce; da quegli spiriti, cioè, ai quali egli è interessato ad inviare questo raggio (perché ha una qualche conoscenza da far loro pervenire e un qualche compito da svolgere nei loro riguardi) e che, reciprocamente, sono interessati a ricevere questi suoi raggi di informazione. (n.d.C.)  

(2)  Il Signore gli consente di conoscere i pensieri più intimi e l’anima più profonda di ogni spirito che gli viene affidato, affinché, come è suo compito, possa provvedere al meglio per la sua evoluzione (n.d.C.)

(3) La Guida, quindi, d’ora in poi sostituisce l’Angelo custode, al quale prima, in vita, quella persona terrena e la sua anima erano affidate (n.d.C.)

(4)  Brigitte, che ha ricevuto questo messaggio, si riferisce al fatto che prima aveva già comunicato con Mel con la sua mano destra, dove c'era ancora energia, e così Manuele le chiede di usare quella mano (n.d.C.)

(5)  Gero è un Angelo Guida, che dopo l’arrivo di Mel si presenta in queste comunicazioni insieme a Manuele o con altre Individualità spirituali o anche, talvolta, da solo. Se ne parlerà più approfonditamente nel prossimo capitolo (n.d.C.)  

(6)  Sono tutti ragazzi di luce che Manuele ha incontrato e con i quali è coesistito nel suo primo periodo di vita nell’aldilà (n.d.C.)

(7)  Attenzione! Non “che ha”, ma “che è”, perché l’anima non possiede queste qualità ma è essa stessa bellezza, purezza, felicità (n.d.C.)

(8)  Si riferisce ad un suo precedente messaggio in cui dice a Brigitte che dovrà chiedergli un favore (n.d.C)

 

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