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I CONTATTI CON LUISA
seconda parte |
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Ormai è giunto Natale, il
primo doloroso senza Manuele, ma gli auguri non potevano mancare,
sarebbe stato ancor più angoscioso. Il 24 dicembre Luisa porta
una “cartolina augurale” di Manuele: “Vi dico solo Buon Natale a
tutti, sto concentrando le mie energie per mettermi in contatto con
la mamma”. È una promessa e una sorpresa ed è il suo bellissimo,
inaspettato regalo. Tra non molto, egli dice, la mamma potrà
comunicare con me, io e la mamma potremo parlare
direttamente.
Altre comunicazioni sono state inviate da
Manuele, attraverso la sensitiva Luisa, ai suoi familiari e
soprattutto a Gigliola e a Brigitte. Come sarà raccontato nel
capitolo successivo, esse avevano ora iniziato a viaggiare e ad
incontrare altre mamme e persone che avevano perduto un loro caro e
altri sensitivi per ampliare questa loro esperienza di ritrovamento
e rinnovato colloquio con Manuele. Ma, in questo periodo, era ancora
Luisa la messaggera principale attraverso la quale Manuele manteneva
i contatti. Ecco, qui di seguito, alcuni dei suoi ulteriori
messaggi. Siamo ormai al 2002. Il 26 marzo – il giorno dopo
ricorreva un anno da quando Manuele era andato via - Luisa era
seduta su un autobus e stava tornando a casa, quando ha sentito
dentro di sé che Manuele le parlava e le chiedeva di comporre il
numero del telefonino di Gigliola sul suo cellulare. Luisa ha
composto il numero e poi ha scritto e inviato questo messaggio a
Gigliola, che Manuele le dettava interiormente: “Sono amorevole con te, e corro nella luce pregando il Signore
per tutti voi. Vi bacio con amore infinito”. Egli sapeva
quanto erano tristi quei giorni della ricorrenza per i suoi e ha
voluto mandare quel saluto affettuoso per far sapere che per lui
andava tutto bene, non dovevano rattristarsi.
Luisa sostiene di aver
digitato quelle parole sul proprio telefonino senza rendersene
conto, come un automa, tutta assorta nella voce che sentiva dentro.
Veramente Luisa era la medium, “il mez-zo”, attraverso cui Manuele
operava e poteva manifestarsi; era la sua mano e la sua voce.
Segui-vano poi queste altre parole: “Devi dire alla mamma
che non ho ricordi di rimpianto per la vita terrena, io vivo nella
luce del Signore e nella Sua luce canto le Sue lodi, come hanno
scritto i grandi profeti. Il Signore mi ha voluto Suo” |
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Jan Vermeer "Donna seduta alla
spinetta"

Jan Vermeer "La lettera d'amore"
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Jan Vermeer "Il geografo" |
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Il 23 aprile
successivo, Luisa stava tornando a casa, anche questa volta era
sull'autobus (nota 1) e Manuele è venuto di nuovo a parlarle. Il
messaggio iniziale era per Gigliola e diceva: “Devi
di-re alla mamma e a Gabriele che era mia quella voce che hanno
sentito sul registratore" (nota 2). In quel momento la
mamma stava leggendo un libro e mi poneva alcune domande ed io ho
potuto dare una risposta a quelle domande facendo sentire che ero lì
vicino a lei e più vivo che mai. Per generare quel suono ho raccolto
tutte le mie forze ed ho invocato Dio Onnipotente e mi è venuta la
parola amata che volevo pronunciare da tanto tempo: “Mà”. "Dì ancora alla mamma che
tornerò, mi raccomando faglielo sapere subito, sta
aspettando”. È quindi seguito un lungo colloquio tra
Luisa e Manuele, nel quale lui le ha parlato del mondo di luce dove
ora viveva felice e le ha detto che, man mano che camminava,
acquistava sapienza e si elevava verso Dio. Poi Manuele si è messo
in preghiera verso il Signore insieme a Luisa e lei ha detto che
questo è stato un momento di grande intensità spirituale. Le ha
ancora fatto sapere che lui vedeva la luce del Signore e che pregava
per tutti i suoi cari con le parole “Che la pace
cali nel vostro cuore come un olio profumato e vi inebri e vi renda
sereni e fiduciosi verso la vita”. Ha però aggiunto
anche – ha concluso Luisa riferendo a Gigliola di questo suo
contatto – che la sua felicità era offuscata dalla disperazione che
vedeva nella mamma, la quale doveva invece ri-trovare la forza di
vivere attraverso la fede e il convincimento che lui le era
vicino. |
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Quest’altro messaggio è del 3 luglio 2002, è stato
ricevuto da Luisa, presenti Gigliola, Brigitte, nella cappella del
paese di montagna, Guarcino, dove riposa il corpo di Manuele. Così
lui dice: “Sono qui con voi, vincerò su di
voi (nota 3) e vincerò bene. Tutti voi mi
credete molto lontano ma io sono più vicino di quanto riusciate ad
immaginare. Voglio rassicurare la mamma, io sto bene, ma dire bene è
poca cosa rispetto a ciò che vivo e vedo nella mia nuova
vita. Il Signore si compiace di me ed io opero
la Sua volontà. Tutto questo è lontano da voi (nota
4), ma credetemi, non c'è niente di più vero. Vorrei
che voi poteste conoscere la mia realtà e vedere la luce che è
dentro di me e intorno a me. Vorrei trasmettervi tutto questo,
perché le mie certezze possano essere anche le vostre. Non dovete
pensare che io possa avere rimpianti, la mia vita terrena ha avuto
il suo epilogo, ma non avrei potuto fare scelte diverse fino al
giorno in cui la volontà di Dio si è fatta in me (nota
5). Brigitte, molto devo a te delle cose che ho
fatto mie e che ho capito, ora per me è tutto cambiato, viviamo
nella stessa realtà, ma io oggi vedo e sento molto di più. Cara
mamma, non sai quanto ho atteso questo fremito di vita. Molto ho
cercato dentro di me, la felicità che vivo ora è immensa e sono
certo che tutti voi siete parte di questa grande armonia. Dovete
vivere la vostra vita fino a quando il Signore vorrà e in Lui
troverete ogni significato. Solo se abbandonate la logica che
accompagna i vostri sensi, avrete fatto la metà del vostro cammino
spirituale. Voglio vivere nei vostri cuori, rapire le amarezze
che vi affliggono e portarvi a Dio con gioia, seguitemi come un
flauto magico e vi insegnerò a fare la volontà del Signore. Che
Dio vi benedica”.
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Jan Vermeer "La merlettaia"

Caspar Netscher, scuola del Vermeer "La
merlettaia" |
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Il messaggio è molto bello, ogni sua
frase è piena di significato e merita un’attenta riflessione.
Gigliola, dopo averlo sentito, ha approfittato del contatto per
porre una domanda al figlio“Amore dimmi, Gabriele e
Brigitte hanno avuto l'impressione di vederti nelle sembianze di un
Angelo, è possibile?” Gigliola si riferiva a un episodio
accaduto la sera prima; la televisione stava trasmettendo un
programma in cui si parlava degli Angeli, nel quale, un certo punto,
compariva la figura di un Angelo – realizzata virtualmente, con un
artificio scenografico – il cui viso Gabriele e Brigitte avevano
visto trasformarsi in quello di Manuele (nota 6). Lì per lì,
sbalorditi, non avevano detto niente e solo la mattina dopo,
parlandone e confrontando le loro impressioni, avevano scoperto che
tutti e due avevano avuto quella visione e lo avevano raccontato in
famiglia. Manuele ha confermato, rispondendo
così: |
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“Ho assunto le sembianze giuste, ma
non dovete dimenticare che la luce del mio essere è sempre dentro di
voi. Gabriele è la mia forza, è l’eredità che ho lasciato alla vita
terrena. L’uomo che è in lui è forte, deve solo trovare la strada
giusta ed io l'aiuterò”. E ancora: “Abbracciate papà per me, lui si sta rimettendo, ma è
scettico e questo lo tiene lontano da me, stringetelo in una morsa
d’amore, lui lo capirà. Sono stanco, devo andare ma non vi
lascio, sono con voi sempre, la pace sia con voi e con chi vi ama.
Ciao, vi lascio e vi stringo forte”.
Messaggio del
10 luglio 2002, ricevuto da Luisa, che lo riferisce. “Ho un messaggio per la mamma. Mamma devi cercare di rientrare
in te, i tuoi conflitti interiori non mi permettono di raggiungerti,
non sei serena e questo è un ostacolo. Stai tranquilla anche per
papà, va tutto bene”.
La comunicazione è
importante sotto l’aspetto teorico. Conferma che lo stato d’animo
agitato ci fa fissare e polarizza la nostra attenzione su di sé, su
questa nostra agitazione e sulle preoccupazioni terrene che l’hanno
determinata. Questa agitazione e queste preoccupazioni, anche se
giustificate, ci riempiono la mente e non permettono ad altro di
entrare; e, in particolare, ostacolano e impediscono la possibilità
di sentire (di prestare attenzione) le percezioni interiori ESP,
oltretutto tenui e labili, che ci vengono dal profondo e dall’Altra
Dimensione. Perciò Manuele dice alla mamma che la sua agitazione non
le permetteva di sentirlo. |
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Jan Vermeer "Donna che legge una
lettera" |
Jan Vermeer "Donna che versa il
latte"

Gerard Ter Borchm scuola del Vermeer "La visita del
corteggiatore" |
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Il 24 agosto
2002 Gigliola e Luisa si trovavano entrambe in Trentino e allora
decidono di incontrarsi nello stesso posto dove si erano viste
l’anno prima. Gigliola, che ama molto l’ambiente di montagna, così
ricorda e commenta quanto da lei vissuto in quei momenti: "E’ un
posto magico, la natura si esprime in tutto il suo splendore,
regnano pace, silenzio. Sediamo su una panchina, accanto a una
piccola chiesa, immersa in un bosco di abeti. Sta co-minciando a
piovere ma nulla ci turba . Manuele è con noi e così ci parla
attraverso la sensitività di Luisa: “Sorridi mamma,
ti prego, vengo a portarti consolazione e gioia, lasciati guidare da
me, io ti porto protezione e amore. Anch’io adoro questo posto e in
questa strada ti ho condotta, abbi fiducia nel mio aiuto. Vorrei
qui anche papà, lui è pronto al contatto ma non può confessarlo. Ora
c’è anche nonno accanto a voi, siamo così in due a darvi sostegno
morale e spirituale. Il mio compito sulla terra è fare in modo che
nulla vi turbi; aprite il vostro cuore ed io porterò le vostre
preghiere a Dio. Mamma mia, presto capirai cosa devi fare per
avvicinarti a me, invoca l'aiuto del Signore, Lui ti guiderà
. L'amore che c'è tra te e papà e più forte di quanto crediate.
Con voi sono sempre indaffarato, con Gabriele sono più tranquillo
perché raggiungerà le sue mete e avrà soddisfazioni
personali”. Gigliola dice: “Mi manchi tanto”.
Risposta: “Anche tu mi manchi, ma io ti vedo sempre
e ti sono accanto”. Gigliola: “Potrò vederti un
giorno?” Risposta: “Non è una cosa semplice ma il
Signore è misericordioso”. Gigliola: “Ti amo tanto”.
Risposta: “Lo so bene, un tuo abbraccio era per me
un gran sostegno. Ricordo, quando ero piccolo e dormivo, tu entravi
nella mia stanza e mi baciavi sulle labbra e posavi le mani sulla
mia fronte. Vorrei sentire ancora quel contatto, ora mi accarezza il
tuo pensiero”. Gigliola: “Sei felice amore?”. Risposta:
“Tanto mamma, non dubitare, la mia vita è luce, è
fe-de, è amore. La gloria di Dio sia sempre nei vostri
cuori”. |
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Questi sono i principali messaggi inviati da
Manuele in quel primo periodo e ricevuti per il tramite di Luisa –
la prima sensitiva attraverso la quale Manuele è riuscito a superare
la barriera che separa le due dimensioni, quella terrena e quella
celeste, e a riprendere i contatti con i suoi cari e a ridare così
ad essi pace e serenità. Contatti e messaggi sempre più approfonditi
e meglio riusciti, tanto che, specie con gli ultimi, essi sono
divenuti dei veri e propri colloqui, con domande e risposte . Sono
comunicazioni molto belle e piene di significato e mostrano come la
consapevolezza interiore di Manuele si sia venuta approfondendo
sempre più e come vi fosse in lui una grande spiritualità anche in
questo periodo iniziale della sua vita ultraterrena, nel quale egli
era comprensibilmente tutto proiettato verso la sofferenza di quella
che era stata la sua famiglia terrena.
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Jan Vermeer "La lettrice"

Jan Vermeer "La pesatrice d'oro" |
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Era previsto, faceva parte del “progetto” che
questo periodo di contatti di Gigliola col figlio attraverso i vari
sensitivi e di presa di coscienza e maturazione in lei, attraverso
di loro e i loro messaggi, dell’incredibile informazione e della
consapevolezza che si può comunicare con i trapassati e che dunque
anche lei, Gigliola, poteva rientrare in contatto col suo Manuele e
poteva risentirlo, fosse solo una prima fase del suo cammino, un
primo momento di apprendistato attraverso altre persone. Dopo di
che, la facoltà di percezione extrasensoriale e la capacità del
contatto con il figlio si sarebbero aperte direttamente in lei,
Gigliola, senza bisogno di altri intermediari. Questo era il
progetto e si presagiva e si lasciava intendere già da tanti indizi
disseminati qua e là e da tanti piccoli accenni che ne erano stati
fatti in alcuni messaggi. È stata Luisa, quando ne era giunto il
momento, ad avvertire Gigliola, sempre attraverso un messaggio di
Manuele, di questa capacità sopravvenuta in lei di poter comunicare
direttamente e da sola con l’Altra Dimensione e col figlio. Ecco
come la stessa Gigliola ricorda e racconta l’episodio. La notte
precedente al messaggio, tra il 13 e il 14 ottobre del 2002, essa
aveva avuto un sogno in cui aveva visto e aveva parlato con Manuele
e si era svegliata con la precisa sensazione che lui fosse venuto
effettivamente a trovarla. La mattina del 14 ha ricevuto una
telefonata di Luisa, che le diceva di aver avuto, il giorno prima -
il 13 ottobre, appunto - un contatto con Manuele e questo suo
messaggio: “Cara Luisa, ho bisogno del tuo aiuto,
voglio parlare direttamente con la mamma, andrò presto a
trovarla (“Ecco il sogno che ho avuto proprio quella
notte!”, ha commentato Gigliola) ma è il contatto
diretto con lei che desidero. Lei deve cominciare a scrivere, ormai
ha raggiunto la sensibilità giusta per capire e difendersi dalle
cose negative, perché le interferenze ci sono e sono anche pesanti.
Deve imparare le percezioni, non è l’udito né la vista ma le
vibrazioni sono il segnale della mia presenza. Deve calibrare le
presenze e imparare a respingere le richieste se non provengono da
entità positive. Deve iniziare sempre con il segno della croce, che
la proteggerà. Ho bisogno di essere presente nella sua vita,
voglio trasmetterle le mie conoscenze, il mio stato attuale, le mie
potenzialità e le mie missioni. Sappiate che sono custode della
vostra incolumità, pregate, pregate, io vi sarò accanto e pregherò
per voi. Vi bacio”. |
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Jan Vermeer "Cristo in casa di Marta e
Maria" |
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Hans Anthonius van Megeren, scuola del Vermeer
"L'incontro di Emmaus" |
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Dunque, quando i tempi per Gigliola si sono fatti
maturi, quando in lei si era ben radicata quella straordinaria
informazione e la certezza sulla possibilità di comunicare con
l’altro mondo, avendo piena fede e con la preghiera, allora è
intervenuta nel suo profondo la sua decisione, ferma e con forza
operativa, che il contatto col figlio lo avrebbe “preso in mano”
direttamente lei, senza necessità di altri. Naturalmente questo
lavorio interiore di pensieri, questo travaglio di riflessioni e
consapevolezze, che si solidificavano sempre più fino a divenire
certezza, quanto più andavano avanti i contatti con i sensitivi, è
avvenuto tutto a livello inconscio e nulla ne trapelava a livello
cosciente. Questa decisione profonda combaciava perfettamente con i
piani del Mondo Superiore di aprire quel nuovo canale diretto –
senza questa volontà superiore, agente al medesimo fine, nulla
avrebbe potuto fare la volontà umana da sola.- C’è stato così
l’incontro, nel profondo di una interiorità spirituale, della
tensione del Sé, ora consapevole, della persona umana con l’azione
che veniva dall’Alto; l’incontro cioè, in un medesimo intendimento e
fine da raggiungere, del Microcosmo col Macrocosmo. Questo incontro
ha determinato in Gigliola l’apertura della capacità di percezione
interiore, l’apertura del “Terzo Occhio”. Ritengo che sia stato
questo il meccanismo psicologico e spirituale che ha operato e che
ha fatto emergere in Gigliola la possibilità di sentire dentro di sé
le parole (la “voce”) di Manuele e quindi la sua facoltà di
scrittura ispirata. Quanto alle modalità con cui questa scrittura
avviene, si tratta di una comunione delle loro anime a livello
vibratorio; vi è un loro vibrare assieme. In quei momenti, come lei
stessa si analizza e riferisce, Gigliola “sente” dentro di sé il
richiamo di Manuele che la spinge a scrivere e ne sente mentalmente
i pensieri, che subito trascrive. Allora si abbandona, ritrae dalla
sua mente e dal suo braccio la propria capacità di pensiero e la
propria volontà cosciente autonoma e li mette a disposizione di lui,
sente quello che dice, le parole, non proprie, che le vengono nella
mente e le scrive. Vengono così fuori i messaggi e i disegni di
Manuele. Il compito di Luisa - il grande compito di ripristinare
il contatto e di tenere i primi contatti- era dunque terminato.
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NOTE
(1) Probabilmente, lo stare seduta sull’autobus, tornando a
casa forse un po’ stanca, nonché la monotonia del rumore ambientale
e del viaggio inducono in Luisa uno stato di disattenzione dal
presente, che favorisce il suo scivolare in uno stato di piccola
trance o “assenza”, che induce l’E.S.P. (n.d.C.)
(2) Abbiamo già detto che Gigliola ci teneva molto – e ci
tiene tuttora – a sentire Manuele anche per psicofonia (reSulla
vostra sofferenza, sul fatto che, nonostante questi miei messaggi e
il convincimento che sono sempre vivo e vicino a voi, ancora mi
piangete come se io veramente non ci fossi più per voi (n.d.C.)
(4) Da quanto voi umani potete immaginare e capire
(n.d.C.)
(5) Molto bella questa frase e va rettamente intesa.
“Si è fatta in me” significa “si è attuata nella mia vita ed è
accaduto quello che è accaduto”. Ma questo non significa che Dio ha
voluto la morte di Manuele bensì che in Manuele si sono realizzate
le condizioni ed il momento del suo entrare nella Luce divina e del
divenire lui stesso luce (n.d.C) gistrazione di “Voci”
paranormali col magnetofono o con il radioregistratore) e i
tentativi al riguardo sono stati molti (n.d.C.)
(6) Si tratta di un fenomeno paranormale effettivo -
corrispondente, sotto la forma visiva a quelle uditivo della
psicofonia - che va sotto il nome di psicovisione o metavisione. Le
immagini “extra” dell’aldilà e di trapassati e di esseri di tale
Dimensione compaiono e si fanno vedere sul televisore o su una
fotografia. Anche questo è una fenomenica di contatto e
comunicazione con l’Altra Dimensione che fa uso, a tale scopo, di un
apparecchio tecnico e che perciò rientra nel campo di quella che
viene chiamata la “transcomunicazione strumentale” (n.d.C.)
(7) Si ricordi quanto è stato detto in una precedente nota
a proposito delle peak experiences (n.d.C.)
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