Sentieri

 

Oltre ai messaggi Manuele ha inviato tante poesie, tutte molto belle e dense di significato. Una di esse ci ha colpito immediatamente perché vi abbiamo sentito un senso e un valore del tutto particolare; ed è per questo suo averci attratto così subito che vogliamo cominciare proprio da essa, la prendiamo come punto di partenza per il nostro viaggio. Dalle sue parole iniziali abbiamo anche tratto il titolo da dare a questo primo insegnamento: sentieri


 Ovunque poso il mio sguardo
incontro interminabili sentieri
pronti a farsi scoprire da me.
Si sente amata l’energia di me innamorata
e mi apre le porte
liberando sempre più chiaramente i miei pensieri
guardando scopro
e sono immerso in un’estasi eterna che scopre me.
Sono figlio di Dio
una forza enorme e pura
che mi permette di amare con i sensi dell’anima.

     

Il viaggio che ci accingiamo a fare insieme a Manuele sulla scia di questa poesia è anche quello che ha fatto lui, quando si è ritrovato in quel meraviglioso, mai immaginato universo, tutto da scoprire, tutto a sua disposizione. Ed è un viaggio fantastico, quello così iniziato, in cui Manuele si è lanciato, anzi è stato lanciato – e noi con lui -  ma fantastico nel senso di bellissimo, di straordinario, di indescrivibile; perché quello che egli ha incontrato e che ora vedeva davanti e che continuamente scopre, non è fantasia, è tutto vero, è tutto reale.

La poesia ha una sua bellezza d’insieme e così andava letta e andava proposta, tutta insieme. Ma poi, per comprenderla bene in tutta la sua profondità, per capirne tutto il significato, merita di essere poi riletta verso per verso e vedere approfonditamente cosa dice Manuele con essa, che cosa ci vuole far sapere.

 

Ovunque poso il mio sguardo incontro interminabili sentieri pronti a farsi scoprire da me….”. I “sentieri”, come Manuele li chiama, sono le strade per le quali egli adesso cammina, le tante, nuove vie che vede davanti a sé, tutte da percorrere, i nuovi, straordinari “mondi” da scoprire che si aprono davanti a lui, le nuove indicibili realtà che adesso, nella nuova dimensione in cui si è ritrovato, si svelano al suo sguardo e sono dinanzi ai suoi occhi – stelle, luci, colori, emozioni, è un universo nuovo, incredibile, infinito. E allora, al cospetto di questo spettacolo, di questo mistero, di questa promessa egli è preso dall’emozione e dall’ansia di sapere tutto di esso e di inoltrarsi per questi sentieri, per questi mondi; le sue parole “pronti a farsi scoprire” rivelano, in realtà, che è il desiderio di scoprire, di sapere, di conoscere tutto quel che ora gli si apre davanti.

 

 

Manuele dice che “vede”, che “davanti ai suoi occhi si aprono” mondi nuovi, un universo infinito…. In realtà, tutto questo si apre davanti alla sua anima, ai suoi occhi interiori, perché è con l’anima che egli “vede”, anzi “sente” tutto questo che trova davanti a sé. E così pure le “scoperte” che egli fa, le nuove ”terre” che incontra, che si aprono davanti a lui e che lui è chiamato a percorrere altrettanto sono “terre dell’anima”. Non sono città, paesi, genti, per quanto meravigliosi possano essere; sono invece verità, bellezze, armonia, gioia, amore totale e totalizzante, serenità, pace, e la presenza ovunque, della Grande Energia, Dio. Queste scoperte che egli fa sono, per dirla con termini esatti, ampliamenti di coscienza, sempre più cosmici.
E’ di questo, di queste nuove, impensabili realtà che si scopre nel cuore, nell’anima, che sente dentro di sé che egli ci parlerà nelle sue lettere; sono questi i sentieri che percorre.
 

 

 

Per tutto quello che scopre, che apprende e che gli è dato, sale la lode di Manuele a Dio, che tanto gli concede. Dio, una Grande Energia, una Forza che non si vede, che non si tocca, che non appare in modi antropomorfi ma che, invisibile, si sente ovunque, è presente sempre e in tutto si respira, “è nell’aria”, ovunque, alla base di tutto quello che è e di quello che accade. Una Energia e una Presenza immani, un Dio che, per tutto questo che gli dà e gli fa scoprire, Manuele ama - che l’uomo ama, perché Manuele è il simbolo dell’uomo liberato, che ha fatto questa scoperta e che ha compreso e ora contiene dentro di se la verità della realtà.
 

 

 

Prorompe perciò il suo grido- come potrebbe non essere così? - e il suo canto: “Sono figlio di Dio, una forza enorme e pura, che mi permette di amare con i sensi dell’anima”.
Questo pensiero, questa intuizione – l’amore di Dio per l’uomo e il sentirlo Suo figlio e Suo erede in questo Suo amore - è il primo sentiero che Manuele scopre e percorre. La Presenza e la Potenza di Dio, il Suo amore che apre all’uomo le porte sull’infinito, l’immensità dei Suoi pascoli che gli mostra e gli offre davanti, è la prima emozionante scoperta e il primo sentimento dell’anima; e poi, conseguenza inevitabile, l’altra scoperta ed emozione, che dunque l’uomo è Suo figlio e che tutto questo viene donato a lui. E non basta, non solo questo, Manuele sente anche che Dio, con questo Suo amore e con questo suo dono, non è lontano, non è inavvicinabile ma si offre, si apre a lui e all’anelito della sua anima e gli permette di amarlo.
 

 

Un’altra verità che Manuele poi sente dentro di sé ed è il secondo sentiero: “Si sente amata l’energia di me innamorata, e mi apre le porte”. Dio, l’Energia di me innamorata, è Lui che per primo ama la Sua creatura, ne è innamorato; di riflesso anche l’uomo ama il suo Signore e allora Questi, sentendosi così riamato, lo fa entrare nel suo regno, gli offre tutto il suo universo, la sua creatura è il suo amore. Così, le due correnti di amore, quella che scende dall’Alto e quella che sale dal basso, si cercano, si toccano, si compenetrano e allora diventano una cosa sola e l’uomo viene così a far parte del regno di Dio. Manuele è stupefatto, io gli devo tutto, egli si dice, sono io che debbo amarlo eppure è Lui che è innamorato di me e mi apre le Sue porte. Questo egli incredibilmente scopre e ciò lo riempie di un sentimento esaltante, inebriante, è l’estasi dell’anima. Si capisce allora quel suo grido “Sono figlio di Dio”, un grido nel quale si avverte tutta la forza enorme, purissima che adesso, nel nuovo mondo riempie Manuele e lo sospinge e gli dà la comprensione e lo rende consapevole, nei modi e con i sensi nuovi e immediati dell’anima, di tutto l’esistente, di come è veramente la realtà. Questa seconda scoperta è il secondo sentiero.

E così i pensieri di Manuele – e i nostri, che lo ascoltiamo - diventano sempre più chiari, sempre più la sua coscienza si apre e diviene cosmica; i sentieri nei quali si addentra diventano ampi, aperti, sicuri. Come nel disegno, riprodotto qua sotto - da lui inviato e ricevuto, per scrittura automatica, da Brigitte - egli adesso è un “occhio” che vede, che osserva tutto quello che gli si apre davanti, i sentieri percorsi e quelli da percorrere, percorrendo i quali si amplia la sua anima. Perché l’occhio del disegno è lui stesso. Manuele, così egli si rappresenta: un “occhio” che guarda e riflette e apprende. E così siamo noi, leggendo quello che lui vede e racconta, ascoltando i suoi messaggi.

L’ “occhio” di Manuele. In basso è scritto il suo nome al rovescio, è la sua firma. Si trova, questo suo nome terreno, come dentro un imbuto, il tunnel delle NDE, che poi, come occhio, esce nello spazio e nel cielo aperto.

 

L’idea di iniziare e di portare avanti questo sito dedicato a Manuele per sentieri che egli ora vede davanti a sé e percorre, per verità e bellezze che egli scopre nel suo nuovo mondo, ha trovato la sua approvazione. Così, proprio nei giorni in cui venivano scritte queste note, Manuele ha inviato a Brigitte una nuova poesia, insieme a una lunga comunicazione e a un altro disegno, che sono quelli che riportiamo qui di seguito. Ecco la poesia:
 

Sentieri dell’anima scoprono l’amore infinito
e l’essenza di Dio dipinge i colori che amo.
Un cuore è come un libro aperto
a noi angeli basta leggerlo per conoscerlo.
 

I versi non potrebbero essere più significativi. Manuele conferma che i Sentieri di cui aveva parlato nella sua precedente poesia erano proprio i sentieri che l’anima percorre quando giunge di là.
Questi sentieri, ci dice, portano alla scoperta dell’amore di Dio e dell’universo; e a capire che questo amore è la Sua essenza, “il colore col quale ha dipinto” (col quale ha creato) tutto l’universo; e lui, Manuele, questo colore lo ama, ama scoprire questo amore e questo univer-so di Dio.
E ancora Manuele aggiunge che un cuore – un’anima e le sue disposizioni - è un libro aperto per loro, creature angeliche del cielo; a loro basta guardarvi dentro, basta mettersi in sintonia con essa e con le sue vibrazioni per conoscerla. Se si volgono verso un cuore, subito lo capiscono e sentono in sé quello che esso sente.

 

 

Vogliamo fare un’altra piccola annotazione ed è un raffronto tra il tratto poetico e la bellezza delle parole e delle immagini di Manuele, da un lato, e l’aridità, invece, del nostro linguaggio. Noi oggi, a proposito delle mille diverse creature che popolano il mondo e lo formano e ne sono una ricchezza e un valore (da tutelare e da salvare), parliamo di “biodiversità”. Manuele lo vede come di un “arcobaleno”, parla di un universo fatto di “mille colori dipinti da Dio”, un universo che è il Suo “dipinto” e nel quale si esprime la Sua “essenza”.
Il confronto è impossibile, è perduto in partenza per noi. Certo, anche il nostro concetto di “biodiversità” (da conservare) contiene in sé l’’idea di un valore ed è perciò una intuizione dell’anima e discende dal sentire dentro di noi che l’universo, la creazione di Dio, è la Sua opera ed è sacra. Ma quanto sono più straordinarie le parole di Manuele!
 

Ecco, ora, il messaggio, col quale si rivolge a Brigitte. 

“Questa poesia esprime quel che volevo, sono amore e vivo in esso .... L'amore colma e i cuori sentono l'approccio del magico arcobaleno che ci unisce. Io dentro i cuori leggo e le intenzioni a me dirette, sono segni di amicizia viva, che in diverse maniere si esprime. Lungo la strada ho conosciuto umili anime e quelle ancora più umili, ma nella stessa strada ho incontrato anche presuntuose, vanitose e orgogliose anime, anime sagge legate allo spirito, anime ingenue legate alla propria mente e con questi esseri amicizia ho avuto e conoscenze ho fatto, e forse solo adesso, posso con certezza sapere quanto il mio grande Dio ha concesso, che ogni conoscenza ha un preciso scopo, indirizzato nel bene e nel male. In terra questa riflessione non va del tutto, è limitata, ma per i sensi dell'anima è tutta un'altra cosa, per questo ai miei cari amici, come loro si possono definire, posso solo dire che ho ben chiaro quel che mi lega ad ognuno di loro, perché adesso il libro del loro cuore è aperto per me, ma è sempre stato aperto a Dio. In questo libro ho letto e ho scoperto l'essenza di ogni piccolo sentimento che a me rivolgeva l'attenzione, e colpito sono rimasto di notare la grande diversità che in ogni cuore sta, ma è bastato vedere l'essenza di ogni briciolo di amicizia che batteva. Non voglio che ci siano giudizi a riguardo, solo il Signore Dio può, e se Lui a me ha concesso tutto questo, non deluderò il Suo immenso desiderio di amore. Per tutto quanto espresso, sono grato ad ognuno di loro, che da dove si trovano a vivere e svolgere la loro esistenza, a me un pensiero rivolgono se di propria volontà nasce, perché sarò io per primo a far tornare quel pensiero attraverso gli impulsi di amore eterno che in me è, e arriverà la certezza dell'amicizia che a noi lega.
Pronto sono ad aiutare se qualcuno lo desidererà, comunicherò volentieri e i miei consigli spirituali non mancheranno, con la speranza di fare del bene al loro interiore e di saggezza colmare ogni mente, far risplendere i cuori e far gioire le anime nella concretezza di indelebili verità.
A ognuno il libero arbitrio e la benedizione da parte di Dio sia con tutti loro e con tutti voi.
Insegnare voglio nella naturale espressione a me donata e con immenso amore conservata.
 

Il messaggio di Manuele non ha bisogno di commenti, è pienamente sufficiente i sé. Facciamo solo alcune brevi note.
“Un cuore è come un libro aperto a noi Angeli”. Abbiamo già parlato di questa capacità angelica di conoscere il cuore, l'anima. Qui aggiungiamo che si tratta di quella stessa conoscenza profonda dell’interiorità della persona che hanno di fronte di cui sono dotati i grandi mistici e che va sotto il nome “lettura dell’anima”; e che invece chiamiamo telepatia o chiaroveggenza, quando siamo nel campo del paranormale.
“Ho conosciuto … anime ingenue legate alla propria mente”. Essere legati alla mente e seguirne le interpretazione e i giudizi distorti - mentre le più vere ispirazioni e intuizioni dello spirito rimangono nel fondo, ne sono sopraffatte e non riescono a farsi sentire – non è una grave e imperdonabile colpa, è solo una “ingenuità” umana, inevitabile, o meglio, difficilmente evitabile, legata alla nostra natura e condizione terrestre.
“Sono rimasto colpito di notare la grande diversità che sta in ogni cuore”. Ogni essere creato da Dio è se stesso ed è irripetibile – è una nota particolare ed ha un suono particolare nella melodia dell’universo suonata da Dio, ha detto Manuele in un’altra occasione - e merita assoluto rispetto per questa sua individualità e specificità.
“A ognuno il libero arbitrio e la benedizione da parte di Dio”. Dio, nel creare l’uomo, non ha voluto esserne il padrone e fare di lui un servo. Dio avvia ognuno di noi nel mondo con la Sua benedizione, – come farebbe un padre giusto con il figlio, divenuto adulto, che si avvia per la sua strada, verso il suo lavoro e la sua famiglia, “vai, figlio mio e che Dio sia con te” – e gli dà il libero arbitrio – pur restandogli sempre a fianco, invisibile, come Provvidenza,- vorrei aggiungere. L’uomo è stato creato da Dio “a propria immagine e somiglianza”, cioè come spirito, dotato, oltre che di coscienza e individualità, di libertà. La libertà (e la consapevolezza e l’individualità) sono quello che caratterizza lo spirito.
 

Ed ora, il disegno col quale Manuele ha accompagnato la poesia e la lettera precedenti. Lui sta in alto perché è un Angelo. Lo unisce al mondo superiore, o almeno porta in quella direzione il “ponte dell’arcobaleno” con la sua firma, che è spesso presente nei sui disegni e che è appunto il simbolo di questa unione. Lo rivestono tante stelle, segno che lui è una creatura del cielo; e un altro cielo di stelle è disegnato più in là, sotto l’arcobaleno.
Manuele domina tanti sentieri a lui a lui sottostanti, che gli si aprono davanti e gli rivelano le mille cose, le mille creature, i mille colori dell’universo.
 

I sentieri, “le vie dell’universo”, che Manuele percorre e le sue”scoperte”: la farfalla della rinascita e della libertà, il fiore della purezza e lo scritto nel cuore, perché ora lui può leggerlo. Le stelle che escono dal suo cuore richiamano la frase di un altro suo messaggio, che dice “sono un angelo poeta e dalla mia anima escono stelle”

La farfalla – che pure tante volte è presente nei suoi disegni – vuole rappresentare sempre lui; è la farfalla, uscita dalla crisalide, che sale a percorrere quei sentieri e a scoprire quei colori, i nuovi mondi. Il fiore in mezzo ai sentieri è la bellezza e il profumo di questi mondi.
Manuele, come Angelo, sta sopra e dall’alto osserva e apprezza tutto questo che la sua farfalla – lui rinato come farfalla - esplora e scopre e vede e sente.
 

Anche in un’altra lettera Manuele conferma la giustezza della nostra interpretazione circa i sentieri di cui lui aveva parlato. L’ha inviata a Brigitte attraverso una scrittura automatica durante una riunione in cui lei era stata posta in uno stato di trance leggera con una leggera suggestione verbale e le era stato detto di scrivere quello che sentiva dentro di sé. Lo spirito di approvazione con cui si parla di quello che stavamo scrivendo ci è stato di grande conforto per andare avanti.

 

Cari, sono compiaciuto di questa unione, in amorevole condizione il mio essere vi suggerisce e a voi le parole trasformate in azioni. Le metafore hanno significati nelle vostre menti aperte al suono interno della saggezza e colpiscono in pieno le vostre e le nostre idee; d’accordo sono con tutto ciò e tutto andrà bene e in maniera pura e sincera. I sentieri da me esplorati lasciano costanti tracce, il cammino già preceduto dalla realtà della nostra anima. La coscienza purifica la sintonia dello scoprire lentamente, in maniera progressiva, di un solo colpo, fulmineamente arriva e diventa la realtà davanti agli occhi, e quando esploro coscientemente il mio spirito, l'energia é pronta a cogliere i sensi dell'anima e l'amore, a me ispirato, mi fa rinascere ogni istante.
La strada infinita dell’infinito da ad ogni anima il proseguire la sua evoluzione attraverso gesti di saggia grandezza. La porta interna in noi si apre alla verità, nostra forza suprema, intenda in noi l'essere di stare nei nostri corpi, allenamento a vivere e conoscersi nella nostra identità cocente che si prepara alla vita del tempo che in fondo non esiste.
Saluto e dentro vi tocco e la porta si aprirà. A presto, in serenità vi lascio.
                                                                                                 Manuele

La lettera dice che c’è una unione e una sinergia fra la loro e la nostra dimensione per far conoscere questi loro messaggi al nostro mondo e quindi, sostanzialmente, conferma che il “progetto” (di scrivere un libro e fare un sito di questi suoi messaggi) c’è stato di là e poi è venuto, è stato ispirato in noi. “Loro”, a mezzo di Manuele, inviano i propri pensieri, i propri suggerimenti, gli input, che noi raccogliamo e trasformiamo in azione operativa, in questi nostri scritti. E ci dicono anche che le nostre menti aperte sanno cogliere il significato delle metafore da loro usate; questo è importante, la lettera riportata sopra subito dopo la precedente poesia e in corrispondenza con l’altro messaggio e il disegno dei “sentieri”, dunque le nostre interpretazioni vanno bene.
La lettera contiene altre affermazioni sulle quali vogliamo richiamare l’attenzione. La prima, di grande spessore teoretico, è che l’anima già conosce, nel profondo, a livello di una consapevolezza non cosciente, quelle verità di cui poi, con il lavoro e la crescita spirituali, diver-remo anche coscienti. E così il messaggio dice che i “sentieri” che Manuele esplora – ma, più in generale, i nostri personali sentieri, che ciascuno di noi percorre e esplora – cioè le consapevolezze spirituali che vengono un po’ alla volta acquisite la nostra anima già le possiede nel suo profondo inconscio. La realtà dell’anima, cioè la sua essenza e la sua completezza profonde e nascoste, precede il cammino che facciamo; la nostra anima nel profondo già conosce queste verità, che poi acquisiremo a livello cosciente, esse sono ab origine latenti in essa e il nostro lavoro non fa altro che portarle alla luce.
La coscienza “purifica”, rende chiara per gradi (un po’ alla volta, ma sempre più: ampliamento della coscienza) questa nostra “sintonia” con la verità. La nostra anima nel profondo è in sintonia con la verità (totale) ma noi ne acquistiamo consapevolezza a livello cosciente solo gradualmente; ma quando il momento è maturo, queste verità si aprono a noi, si svelano d’un colpo davanti agli occhi dell’anima. La nostra porta interiore si apre ad esse.
Non dimentichiamoci che la Verità è uno dei nomi di Dio. Questo concetto di immanenza e latenza nella nostra interiorità della Luce della Verità, che poi emerge e di cui acquistiamo la consapevolezza per gradi, merita la nostra massima riflessione.
 

 

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